Su Prime Video, è approdato il thriller action più folle e imperdibile del 2001, con John Travolta e Hugh Jackman
Scopri il thriller action con Travolta e Jackman che trasformò l'hacking in spettacolo. Un simbolo del cinema hollywoodiano dei primi anni 2000.
Esisteva un tipo molto particolare di cinema hollywoodiano nei primi anni 2000, un genere che poteva esistere soltanto in quel preciso momento storico. Film con cast stellari, occhiali da sole costosi quanto un'utilitaria, colonne sonore elettroniche e trame che davano l'impressione di essere state scritte tre minuti prima della pausa pranzo. Codice Swordfish appartiene in pieno a quell'era, e rappresenta probabilmente uno degli esempi più puri di quella formula.
Disponibile per il noleggio e l'acquisto su Prime Video, uscì nelle sale nel giugno 2001, pochi mesi prima della tragedia dell'11 settembre che avrebbe cambiato radicalmente il tono di questo tipo di produzioni, il film diretto da Dominic Sena si rivelò inizialmente un flop commerciale, non riuscendo a recuperare i costi di produzione. Eppure trovò una seconda vita robusta nel mercato home video, diventando uno di quei titoli che definirono l'epoca dei DVD e delle serate sul divano. Quello che colpisce ancora oggi di Codice Swordfish è quanto sia totalmente, irrimediabilmente fedele al proprio caos.
Hugh Jackman interpreta Stanley Jobson, un hacker geniale trascinato di nuovo nel mondo criminale da Gabriel Shear, una versione di John Travolta inedita e imprevedibile. Tutto intorno a loro funziona a volume massimo. I dialoghi sembrano scritti da persone convinte che ogni singola frase dovesse provocare o minacciare. Le scene d'azione cercano continuamente di impressionare lo spettatore.
Codice Swordfish rallenta appena il tempo necessario per far intuire quale sia il piano, prima che qualcuno cominci a sventolare una pistola, a tenere un monologo o a far oscillare un'altra valigetta piena di segreti governativi. Stanley è un hacker talmente pericoloso che il governo gli ha praticamente ordinato di stare lontano dalle tastiere per sempre, il che, secondo la logica cinematografica dei primi anni 2000, lo rende ovviamente l'uomo più prezioso del pianeta.
Poi nella sua vita irrompe il criminale di Travolta, vestito come un villain bondiano proprietario di casinò. Trascina Stanley in un pasticcio labirintico che coinvolge fondi neri delle operazioni speciali, terrorismo e tradimenti. Nel frattempo, la Ginger Knowles di Halle Berry attraversa il film con un'energia affascinante, interpretando ogni scena con una miscela equivalente di seduzione, complicità e consapevolezza di essere l'unica persona nella stanza che si rende conto di quanto tutti gli altri suonino completamente pazzi.La regia di Dominic Sena spinge costantemente sull'acceleratore visivo. La famosa scena dell'esplosione con l'autobus sospeso in aria, girata con tecniche innovative per l'epoca, rappresenta il culmine di questo approccio: un momento di puro spettacolo tecnico che sfida la fisica e il buonsenso narrativo allo stesso tempo.
Il contesto di uscita è fondamentale per capire Codice Swordfish. Nel 2001 Hollywood stava ancora esplorando il terrorismo e le minacce informatiche come elementi di intrattenimento puro, senza il peso che questi temi avrebbero acquisito pochi mesi dopo. Il film poteva permettersi di essere eccessivo, spettacolare, quasi giocoso nella sua rappresentazione di complotti governativi e violenza stylish. Rappresenta l'ultimo respiro di un certo tipo di thriller action prima che il mondo reale imponesse un cambio di registro.
La sceneggiatura di Skip Woods getta il pubblico dentro situazioni già in movimento, pretendendo che tu tenga il passo mentre Stanley viene manipolato, ricattato e sedotto contemporaneamente. Codice Swordfish cattura perfettamente l'estetica di un momento specifico, quello in cui la tecnologia digitale era ancora abbastanza nuova da sembrare magica sullo schermo.
Rivisto oggi, Codice Swordfish funziona come una sorta di capsula del tempo. Non è invecchiato bene nel senso tradizionale, ma questo è proprio il punto: doveva esistere pienamente nel suo momento, bruciare intensamente e lasciare un'impressione. E per chiunque lo abbia visto all'epoca, quella missione è stata compiuta.