Lucca Comics: parte Comics & Science
Primo dibattito tra scienza e fumetto a LuccaComics con Comics & Science: si parla di robotica tra fiction e applicazioni tecniche
Alpinista, insegnante di Lettere, appassionato di quasi ogni forma di narrazione. Legge e mangia di tutto. Bravissimo a fare il risotto. Fa il pesto col mortaio, ora.
Si parla di Asimov e delle leggi della robotica per introdurre il tema della roboetica, la disciplina che studia i problemi di morale legati alle azioni degli automi. Come si valuta la responsabilità delle azioni di un robot? Chi paga le colpe delle macchine pensanti? Un ambito influenzato ed ispirato direttamente dalla letteratura e dal cinema fantascientifici che per primi si sono posti il problema di affrontare le paure e i timori imposti dal potere delle macchine nel presente e nel futuro.
Vanzella e Genovese confermano: i loro robottoni vanno visti anche dentro, bisogna mostrare gli ingranaggi per renderli credibili. La robotica deve essere fisica anche sulla carta, altrimenti non funziona. Per questo i robot nel fumetto hanno da sempre successo: possono essere mostrati, con grande gioia dei cartoonist che hanno l'occasione di dare sfogo alla propria fantasia creativa e inventarsi macchinari privi di alcun fondamento, ma in grado di dare verosimiglianza alle macchine.
Il dibattito ha toccato anche le differenze tra l'idea orientale e occidentale di robotica: in Giappone non è un problema creare macchine umanoidi. Lo Shinto non prevede la figura vera e propria di un creatore divino, non possiamo peccare di superbia nei suoi confronti. Inoltre il robot deve sempre avere un pilota, in quanto la forza combattiva appartiene al'uomo e alle anime. In Occidente, al contrario, l'idea moderna di robot ha a che fare con quella di drone, teleguidato e privo di componente umana.
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