Ma quale Game of Thrones, George R.R. Martin non ha mai perdonato il finale di Lost: “Mi sono sentito tradito”
Il finale di Game of Thrones ha deluso tantissimi fan, ma George R.R. Martin, ha rivelato che si è "sentito tradito" dalla conclusione dell'iconica serie TV Lost.
George R.R. Martin, l'autore della saga fantasy "Cronache del ghiaccio e del fuoco" che ha ispirato il fenomeno televisivo Game of Thrones (Il Trono di Spade), conosce bene l'importanza dei finali. O almeno, questo è ciò che ha dichiarato pubblicamente qualche anno fa in un'intervista, scagliandosi senza mezzi termini contro il finale di Lost, la serie creata da J.J. Abrams, Damon Lindelof e Jeffrey Lieber che ha tenuto incollati allo schermo milioni di spettatori in tutto il mondo tra il 2004 e il 2010.
All'epoca dell'intervista, Martin poteva permettersi una certa sicurezza, visto che A Dance with Dragons, il quinto capitolo della sua monumentale saga, era appena stato pubblicato, e Game of Thrones su HBO stava conquistando un successo straordinario. Lo scrittore aveva ammesso inizialmente di essere un fan della serie ambientata sull'isola misteriosa, aggiungendo però che il finale l'aveva deluso:"Continuavo a guardarla ed ero affascinato. Introducevano questi elementi e io pensavo di capire dove stessero andando. Poi introducevano qualcos'altro e dovevo riconsiderare tutto. Lo guardavamo ogni settimana cercando di capirlo, e man mano che diventava sempre più complesso continuavo a dire: 'Meglio che abbiano qualcosa di buono in mente per la fine. Questo finale deve valerne la pena'. E poi mi sono sentito così tradito quando siamo arrivati alla conclusione." - George R.R. Martin
Ricordiamo infatti che Lost è una serie TV contraddistinta un tipo di narrazione complessa, piena di misteri e colpi di scena, con gli autori che erano effettivamente stati in grado di tessere trame complesse, aprire scenari inaspettati, giocare con le aspettative del pubblico. Per sei stagioni, hanno seminato indizi, creato enigmi, introdotto elementi fantascientifici e spirituali che si intrecciavano in modi sempre più elaborati.
Gli spettatori cercavano disperatamente di decifrare i segnali, di costruire teorie coerenti, di anticipare la grande rivelazione finale. Ma quando quella rivelazione è arrivata, con Jack Shephard disteso sulla spiaggia, il cane Vincent al suo fianco, che chiudeva gli occhi nell'ultima inquadratura speculare alla prima della serie, Martin non ha nascosto la sua delusione (insieme a tanti fan della serie).Ad ogni modo, al netto dell'opinione personale di R.R. Martin, l'ironia della situazione non è sfuggita al web, visto che lo scrittore non è ancora riuscito a chiudere la propria storia. Sono passati oltre vent'anni dalla pubblicazione del terzo libro della saga, A Storm of Swords, e i fan aspettano ancora The Winds of Winter, il sesto volume che dovrebbe avvicinarsi alla conclusione. Martin stesso ha ammesso pubblicamente di essere in difficoltà nel portare a termine la sua saga, intrappolato nella complessità della propria creazione, con decine di personaggi e sottotrame da risolvere in modo coerente.
La serie televisiva Game of Thrones ha dovuto procedere oltre i libri pubblicati, concludendosi nel 2019 con una stagione finale che ha scatenato reazioni decisamente negative da parte dei fan, molti dei quali si sono sentiti, proprio come Martin con "Lost", traditi dalle scelte narrative degli showrunner David Benioff e D.B. Weiss. La fretta con cui sono stati risolti archi narrativi complessi, il destino di personaggi amati, le decisioni apparentemente improvvisate hanno lasciato un'eredità controversa.
Ebbene sì, gli spettatori di Lost hanno almeno avuto una conclusione con cui fare i conti, da amare o detestare, mentre i lettori di A Song of Ice and Fire, in attesa della conclusione di House of the Dragon, continuano ad aspettare, sospesi in un limbo narrativo che forse fa ancora più male di qualsiasi finale deludente.