Mark Ruffalo e Chris Hemsworth nel thriller Prime Video che aspira a essere il nuovo Heat - La sfida
Su Prime Video, c'è un thriller di rapine diretto da Bart Layton che mira a essere il nuovo Heat- La sfida.
C'è qualcosa di inevitabilmente magnetico in un buon film di rapine. Quella tensione che si costruisce piano, la preparazione maniacale del colpo perfetto, il gatto-e-topo tra il ladro brillante e il detective ossessionato che non molla mai. Crime 101, ora disponibile su Prime Video dopo il debutto nelle sale cinematografiche all'inizio di quest'anno, sembra costruito esattamente su queste fondamenta. E lo fa con l'ambizione di chi punta dritto a quel pantheon occupato da classici come Heat.
Chris Hemsworth interpreta Mike, alias James Davis, il cervello dell'operazione. Vederlo fuori dall'armatura di Thor, immerso in un ruolo che richiede astuzia più che muscoli, è già di per sé un motivo d'interesse. Di fronte a lui, nel ruolo del detective Lou Lubesnick, c'è Mark Ruffalo, attore dalla versatilità riconosciuta che negli ultimi anni ha collezionato interpretazioni memorabili in Spotlight e Povere Creature!. Il duello tra questi due pesi massimi del cinema contemporaneo è il cuore pulsante del film.
Barry Keoghan, l'attore irlandese che sta rapidamente diventando uno dei volti più interessanti della sua generazione dopo Saltburn e The Banshees of Inisherin, interpreta Ormon. Halle Berry porta sullo schermo Sharon Combs con quella presenza scenica che l'ha resa un'icona, mentre Monica Barbaro, fresca del successo di Top Gun: Maverick e A Complete Unknown, veste i panni di Maya. Completano il quadro Corey Hawkins nel ruolo del detective Tillman e Jennifer Jason Leigh come Angie Lubesnick, moglie del detective protagonista.
Bart Layton sembra avere le credenziali giuste per questo bilanciamento. La sua capacità di gestire narrazioni complesse, di mantenere lo spettatore ingaggiato anche quando la storia rallenta per costruire tensione, è esattamente ciò che serve per un progetto del genere. L'obiettivo dichiarato è costruire un thriller basato sulla "gravità delle stelle", sfruttare il magnetismo naturale del cast per tenere insieme una storia che vive di sguardi, pause, decisioni prese in una frazione di secondo.
La domanda che aleggia attorno a questo film è inevitabile: può davvero stare alla pari con Heat, il capolavoro di Michael Mann che ha definito lo standard per tutti i film di rapine venuti dopo? Quella pellicola del 1995 aveva Al Pacino e Robert De Niro seduti uno di fronte all'altro in una scena di caffè che è entrata nella storia del cinema, aveva sequenze d'azione coreografate con precisione militare, aveva una Los Angeles notturna e glaciale che sembrava un personaggio a sé. È un paragone pesante, forse troppo per qualsiasi film moderno.
Il fatto che il film stia registrando numeri di visualizzazione significativi sulla piattaforma di streaming suggerisce che il pubblico ha fame di questo tipo di storie ben costruite. In un'epoca dominata da franchise e sequel, un thriller originale con attori riconoscibili ma in ruoli inediti rappresenta una proposta allettante. Ciò che serve è solo una storia solida, raccontata bene.