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Matthew McConaughey e JLo in questa commedia su Prime Video che merita una seconda possibilità

Analisi della commedia romantica su Prime Video che ha resistito meglio al tempo rispetto ai suoi contemporanei, con Jennifer Lopez e Matthew McConaughey.

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Ci sono film che attraversano gli anni con la grazia di un elefante in una cristalleria, invecchiando male fino a diventare imbarazzanti ricordi di un'epoca passata. E poi c'è The Wedding Planner - Prime o poi mi sposo, disponibile su Prime Video, la commedia romantica del 2001 con Jennifer Lopez e Matthew McConaughey che, contro ogni previsione, ha saputo resistere alla prova del tempo molto meglio dei suoi contemporanei. Mary Fiore, wedding planner di talento e dedizione maniacale, incontra Steve Edison, pediatra dal fascino vagamente texano, quando lui la salva da un incidente per le strade collinari di San Francisco. Chimica istantanea, sguardi languidi, la promessa di qualcosa di speciale. Peccato che lui si riveli essere lo sposo di uno dei matrimoni più importanti che lei stia organizzando. Un classico guaio, insomma.

Eppure, dove la maggior parte delle commedie romantiche di quella stagione cinematografica sono sprofondate nell'oblio o nell'imbarazzo nostalgico, The Wedding Planner mantiene una sua dignità, una freschezza che merita di essere rivalutata. E il merito è quasi interamente sulle spalle perfettamente squadrate di Jennifer Lopez. Mary Fiore non è la solita protagonista gelida e ossessionata dalla carriera che popola il genere. È una professionista vera, competente senza essere spietata, ambiziosa ma mai a scapito della propria umanità. Quando chiede una promozione al suo capo, lo fa con una frase che è diventata un mantra per chi l'ha vista: "So che tu sai che hai bisogno di me". Non è arroganza, è consapevolezza del proprio valore. Quante donne, nel cinema di quell'epoca, potevano permettersi questa chiarezza senza essere dipinte come villain?

La wedding planner che Mary incarna è quella che chiunque vorrebbe al proprio matrimonio: organizzata fino all'ossessione, con una cintura nascosta sotto il blazer piena di strumenti per ogni emergenza. È il tipo di personaggio multidimensionale che raramente trovava spazio nelle commedie romantiche dell'epoca, un'era che preferiva polarizzare le donne tra ingenue romantiche e carrieriste senza cuore. Ma ciò che davvero distingue questo film è la lucidità di Mary. Quando Steve cerca di minimizzare il loro incontro davanti alla fidanzata, lei non lo lascia passare liscia. Lo accusa di "cercare peperoncino piccante" ovunque e di mandare segnali contraddittori mentre è impegnato con un'altra donna. Non si fa mettere i piedi in testa, nemmeno quando è ubriaca e vulnerabile dopo aver incontrato il suo ex fidanzato. I suoi confini restano saldi, la sua dignità intatta.

C'è poi l'aspetto familiare, gestito con una sensibilità rara per un film hollywoodiano. Mary si prende cura di Salvatore, il padre vedovo immigrato italiano, e gioca a Scrabble con lui e i suoi amici anziani come un vero hobby, non come un gesto di carità condiscendente. Quando il padre le propone un matrimonio combinato con Massimo, amico d'infanzia, lei non lo liquida con sdegno ma cerca di capire da dove viene quella richiesta. E qui il film, pur con tutti i suoi limiti nella rappresentazione della cultura italoamericana, tocca qualcosa di profondo: i genitori di Mary avevano avuto un matrimonio combinato, eppure incredibilmente amorevole e solidale fino alla morte della madre. Non è un'apologia dei matrimoni combinati, ma il riconoscimento che le storie d'amore sono più complesse delle narrazioni hollywoodiane, e che la famiglia e la comunità contano nelle scelte sentimentali.

A differenza di tante altre commedie romantiche di quell'epoca, dove i protagonisti sembrano esistere in una bolla isolata dal mondo con al massimo un'amica del cuore come comprimaria, The Wedding Planner riconosce che le persone vivono immerse in reti di relazioni. I genitori di Steve, i suoceri invadenti, la collega Penny interpretata da una sempre brillante Judy Greer: tutti hanno un ruolo, un peso, una presenza che rende la storia più credibile. Anche il finale, che potrebbe sembrare il solito trionfo dell'amore a scapito di tutto il resto, ha una sua particolarità: quando Steve sceglie Mary, la sua ex fidanzata Fran non crolla in lacrime disperate ma si sente liberata. È un dettaglio piccolo, ma significativo in un genere che troppo spesso tratta le donne come pedine intercambiabili nel gioco emotivo del protagonista maschile.

Forse è il momento di togliere The Wedding Planner dalla categoria dei "guilty pleasure" e riconoscergli il merito di aver raccontato, sotto la vernice patinata della commedia romantica, una storia di rispetto di sé e di relazioni mature. Jennifer Lopez ha costruito un personaggio che ancora oggi, a distanza di più di vent'anni, può insegnare qualcosa su come navigare vita professionale, sentimenti e legami familiari senza perdere se stessi nel processo. E quante commedie romantiche, francamente, possono vantare lo stesso risultato. Se sei fan di Jennifer Lopez, non puoi perderti questa serie romantica su Netflix.

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