Milla Jovovich e Luke Evans insieme su Prime Video in questo film distopico che convince a metà
Questo film con Milla Jovovich prometteva un thriller distopico memorabile ma fallisce per scelte narrative timide e ritmo lento. Analisi completa del film.
C'è qualcosa di profondamente frustrante nel vedere un film con tutte le carte in regola per diventare memorabile trasformarsi invece in un'occasione sprecata. Worldbreaker, il nuovo thriller distopico diretto da Brad Anderson e interpretato da Milla Jovovich e Luke Evans, è esattamente questo: una premessa brillante soffocata da scelte narrative timide e da un ritmo che fatica a decollare. Disponibile su Prime Video, il film promette mostri apocalittici, paesaggi mozzafiato e una riflessione sul collasso ambientale, ma consegna un'esperienza che si arena troppo presto nelle secche della propria indecisione. Girato tra i paesaggi scoscesi dell'Irlanda del Nord, Worldbreaker costruisce visivamente un mondo post-apocalittico credibile. Montagne rocciose, vallate desolate e cieli plumbei creano la cornice perfetta per una storia di sopravvivenza. Ma dietro questa facciata suggestiva si nasconde il vero problema del film: una sceneggiatura di Joshua Rollins che non riesce mai a sfruttare appieno il potenziale della propria premessa.
I breakers avrebbero dovuto essere il vero punto di forza di Worldbreaker. Questi mostri non si limitano a uccidere: possono infettare gli esseri umani trasformandoli in "ibridi" che fungono da esploratori con sensi condivisi. Una capacità terrificante che apre scenari inquietanti di body horror e paranoia. Eppure, Anderson e Rollins decidono di tenere queste creature quasi sempre fuori campo, trattandole più come un concetto astratto che come una minaccia tangibile. Il pubblico assiste raramente agli attacchi diretti dei breakers o ai loro comportamenti: vediamo invece le conseguenze, i sopravvissuti feriti, gli ibridi che agiscono come pedine. È una scelta narrativa che mortifica uno dei pilastri del cinema fantastico distopico: la fisicità del mostro. Cosa rende indimenticabili gli Alien di Ridley Scott, i Demogorgon di Stranger Things o le creature di A Quiet Place? La loro presenza viscerale, la minaccia incarnata in corpi tangibili, comportamenti studiati, design memorabili. Worldbreaker rinuncia a tutto questo, preferendo raccontare piuttosto che mostrare. Per un film che dovrebbe farti trattenere il fiato davanti all'orrore, è una mancanza imperdonabile.
Eppure, nonostante tutto, Worldbreaker non è un disastro totale. Luke Evans e Milla Jovovich tengono in piedi il film con performance solide e credibili. Evans, in particolare, riesce a dare profondità a un padre tormentato dal senso di colpa per il mondo che ha contribuito a distruggere e dalla determinazione a proteggere sua figlia. Jovovich, pur apparendo in scena meno di quanto ci si aspetterebbe, porta l'autorevolezza e la presenza fisica che l'hanno resa icona del cinema d'azione sci-fi. Il tema ambientalista che attraversa la sceneggiatura ha un suo merito. Worldbreaker si inserisce in quel filone di cinema fantastico che usa il genere come allegoria per questioni urgenti. Come in Killer Whale di Jo-Anne Brechin, che denuncia la cattività animale, o in film come The Day After Tomorrow, qui la distruzione ambientale trova rappresentazione fisica nei breakers. La Terra che si ribella all'uomo. Un messaggio che risuona particolarmente oggi, in un'epoca segnata da crisi climatiche sempre più evidenti.