Netflix ha ricevuto un'offerta da Cannes per sbloccare la trattativa
Il festival vuole a tutti i costi avere i film di Netflix ed è pronto ad andare in deroga alle sue regole, ma non fino in fondo
Tra poco meno di 3 mesi Thierry Fremaux annuncerà il programma del Festival di Cannes 2019. Tra meno di un mese, nella notte degli Oscar Netflix potrebbe trionfare con un film che era pronto per andare a Cannes ma che la regola imposta dal board (in gara possono essere presi solo film che seguono il normale iter distributivo, partendo dalla sala) lo ha fatto slittare nelle capienti braccia di Venezia. Che vinca o meno i suoi Oscar Netflix ha comunque vinto la battaglia della visibilità e con lui il Festival di Venezia.
E dev’essere stata un’annata non facile di trattative. Fremaux ha da un lato una delle forze più potenti dell’industria del cinema francese (gli esercenti) che non mollano e Netflix che non ha nessuna intenzione di piegarsi, specie con i risultati di Roma e le alternative a disposizione.
In pratica Netflix può fare come vuole solo se i suoi film non vincono, che non è propriamente il motivo per il quale si competeArriva così dall’account Twitter del giornalista di cinema di RTL Stéphane Boudsocq la notizia che l’offerta di Cannes a Netflix sarebbe stata di accettare i loro film in concorso a patto che, in caso di vittoria (non è chiaro se vittoria di qualsiasi premio o solo della palma), i film vengano distribuiti normalmente in sala in Francia. In pratica Netflix può fare come vuole solo se i suoi film non vincono, che non è propriamente il motivo per il quale si compete, e se vincono deve aspettare 3 anni per metterli sulla piattaforma (questo dice la legge francese in materia di finestre).
Insomma, nonostante non sia di certo Netflix a legittimare Cannes, per la situazione in cui il festival si è messo sembra di sì, sembra che Netflix stabilirà se vale la pena fare uno sforzo per Cannes oppure se quel festival “non ne vale la pena”.
Un aiutino Cannes lo potrebbe avere dalla nuova concorrenza di Netflix (Amazon come noto rispetta tutte le finestre e quindi è bene accetto) che sta facendo partire la grande opera di demolizione del mito di Netflix in America.
John Landgraf, capo del canale FX, da sempre è molto critico con la piattaforma per via del fatto che non esiste una rilevazione indipendente dei suoi ascolti o delle sue views, e ora è tornato alla carica. Netflix divulga quando vuole i suoi dati e come vuole, senza confronti o controlli, spargendo l’idea che i suoi show (solo quelli di cui parla) siano dei successi immensi. Tuttavia alcuni controlli incrociati di Nielsen riducono molto i numeri di quei successi. Netflix dice che You e Sex Education hanno raggiunto 40 milioni di abitazioni, Nielsen (ente indipendente che già rileva i comuni dati televisivi) sostiene che il primo sia stato visto da 8 milioni di televisori e il secondo da 3 milioni. Comunque numeri ragguardevoli.
Quel che dice è impossibile da ritenere sbagliato, tutti i canali non solo sono rilevati da un ente esterno ma seguono metriche precise e sempre uguali, così che siano effettivamente raffrontabili, Netflix invece (per fare un esempio) parla di “view” quando un film è stato visto per il 70%, che, affidabile o meno, è un criterio solo suo. Sono punti di forza di Netflix (che è la fonte stessa della propria pubblicità) che facilmente si tramutano in punti deboli, cioè che i rivali possono usare per sminuirne non solo i risultati ma anche strategie e affidabilità.
Landgraf fa infatti anche notare che non solo Netflix divulga i dati che vuole ma anche e solo sulle serie o i film che vuole. Nessuno sa come vadano gli altri o quanto male vadano quelli che vanno male.