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Oscar 2027, la mossa di Anne Hathaway con Odissea che potrebbe cambiare la storia

Anne Hathaway gareggia come non protagonista per The Odyssey di Nolan agli Oscar 2027. La strategia di Universal per il secondo Oscar dell'attrice.

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Universal Pictures ha confermato ufficialmente la strategia che farà discutere per tutta la stagione dei premi: Anne Hathaway gareggerà come attrice non protagonista per il suo ruolo di Penelope in Odissea di Christopher Nolan. Una decisione che mette fine alle speculazioni degli addetti ai lavori e che posiziona una delle star più riconoscibili di Hollywood in cima alla conversazione per la categoria di miglior attrice non protagonista agli Oscar 2027.

Hathaway, che già conquistò la statuetta come non protagonista nel 2013 per Les Misérables nel ruolo di Fantine, si trova ora a competere in una categoria che appare strategicamente meno affollata rispetto a quella delle attrici protagoniste, dove Julianne Moore domina le previsioni con The Debut dopo il successo ai festival di Telluride e Toronto.

Odissea, come molti film precedenti di Christopher Nolan, gioca con prospettive multiple e linee temporali intrecciate, rendendo il racconto del poema omerico meno univocamente centrato su Odisseo e sfumando i confini tra ruoli da protagonista e non protagonista. Matt Damon interpreta Ulisse ed è l'unico nome posizionato come protagonista nella corsa ai premi, mentre Hathaway ancora la porzione della storia ambientata a Itaca, il regno che attende il ritorno di un re che potrebbe essere morto.

Anne Hathaway in Odissea, fonte: Universal Pictures

La decisione di Universal crea anche la possibilità concreta di una doppia nomination nella stessa categoria per Odissea. Accanto a Hathaway compete infatti Samantha Morton, che interpreta Circe, la vendicativa strega e dea che trasforma temporaneamente gli uomini di Ulisse in maiali. Morton ha meno tempo sullo schermo ma il suo impatto è considerevole, e la due volte candidata all'Oscar per In America e Sweet and Lowdown rappresenta una seria contendente.

Ma la corsa si fa interessante quando si guarda agli altri nomi in ascesa. Penélope Cruz sta guadagnando terreno per ben due film. Il primo è La Bola Negra, l'epopea di 160 minuti diretta dai registi spagnoli Javier Calvo e Javier Ambrossi che ha conquistato il prestigioso People's Choice Award al Toronto International Film Festival. Cruz, già vincitrice dell'Oscar per Vicky Cristina Barcelona, è salita del 5 percento questa settimana grazie allo slancio post-TIFF del film, che include anche il cantante spagnolo Guitarricadelafuente nel cast celebrato.

Il secondo film di Cruz in corsa è The Invite, diretto da Olivia Wilde, che racconta una cena tra due coppie in conflitto interpretate da Wilde e Seth Rogen, Edward Norton e Cruz. Il passaparola positivo ha fatto salire Cruz del 7 percento anche per questo progetto. Con la nuova regola dell'Academy in vigore quest'anno, attori come Cruz hanno ora la possibilità di ricevere nomination multiple nella stessa categoria, uno scenario che alimenta ulteriormente l'interesse attorno alla sua stagione.

Se Hathaway dovesse vincere, entrerebbe in un club estremamente esclusivo. Diventerebbe solo la terza donna nella storia a conquistare due Oscar come attrice non protagonista, unendosi a Dianne Wiest e Shelley Winters. Wiest vinse per Hannah and Her Sisters nel 1986 e Bullets Over Broadway nel 1994, mentre Winters trionfò per The Diary of Anne Frank nel 1959 e A Patch of Blue nel 1965. Ma c'è di più. Se The Odyssey dovesse ottenere una nomination come miglior film, Hathaway sarebbe la prima donna a vincere due volte come non protagonista in film entrambi candidati al miglior film. Un primato storico che aggiungerebbe ulteriore peso a una carriera già stellare.

La decisione di gareggiare come non protagonista dà a Universal un'arma riconoscibile, una vincitrice Oscar già affermata con un percorso chiaro per costruire una campagna attorno a uno dei film più grandi dell'anno. In una corsa ai premi ancora in fase di definizione, Anne Hathaway rappresenta certezza, prestigio e la possibilità concreta di riscrivere un pezzo di storia degli Academy Awards.

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