Paul Thomas Anderson contro Trump: nel documentario Melania è stato usato questo elemento senza permesso

Paul Thomas Anderson e Jonny Greenwood denunciano l'uso non autorizzato di "Barbara Rose" da Il filo nascosto nel documentario su Melania Trump prodotto da Amazon MGM Studios.

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Quando il cinema d'autore incontra la politica americana, gli equilibri possono rompersi in modo fragoroso. È quello che sta accadendo in queste ore, con Paul Thomas Anderson e Jonny Greenwood che hanno dichiarato guerra aperta al documentario su Melania Trump prodotto da Amazon MGM Studios. Al centro della controversia c'è una composizione musicale che ha fatto la storia del cinema contemporaneo, utilizzata senza il consenso dei suoi creatori.

Il brano incriminato si chiama Barbara Rose ed è tratto dalla colonna sonora di Il filo nascosto, il film del 2017 diretto da Anderson che valse a Daniel Day-Lewis l'ennesima interpretazione memorabile. La musica di Greenwood, chitarrista dei Radiohead e compositore cinematografico di straordinario talento, fu candidata all'Oscar e rappresenta uno degli elementi più riusciti dell'intera opera. Secondo quanto dichiarato dai due artisti in un comunicato congiunto diffuso alla stampa internazionale, l'utilizzo del brano nel documentario Melania sarebbe avvenuto senza alcuna consultazione con il compositore. Una violazione contrattuale che ha spinto Anderson e Greenwood a chiedere formalmente il ritiro della musica dalla pellicola.

"Ci è giunto a conoscenza che una nostra composizione è stata utilizzata nel documentario su Melania. Sebbene Jonny Greenwood non detenga i diritti d'autore della partitura, Universal non lo ha consultato per questo utilizzo da parte di terzi, in violazione del suo contratto come compositore. Per questo motivo Jonny Greenwood e Paul Thomas Anderson hanno chiesto che il brano venga rimosso dal film". - Paul Thomas Anderson

Il documentario Melania, diretto da Brett Ratner, segue la first lady nei giorni che precedono la seconda cerimonia di insediamento del presidente Donald Trump nel 2025. La pellicola ha debuttato negli Stati Uniti con un incasso di 8 milioni di dollari, un risultato significativo per un documentario.

Per Anderson e Greenwood, la questione sembra andare oltre la politica. Si tratta di una violazione contrattuale che tocca il cuore stesso del loro lavoro creativo. Barbara Rose è parte integrante di un'opera cinematografica complessa, pensata per dialogare con le immagini, i silenzi e le emozioni di Il filo nascosto. Estrarla da quel contesto e inserirla in un documentario politico rappresenta una forma di appropriazione che i due artisti considerano inaccettabile.

Vedremo come Amazon MGM Studios risponderà alla richiesta. L'azienda potrebbe scegliere di rimuovere il brano per evitare ulteriori complicazioni legali, oppure difendere la propria posizione sostenendo che i diritti acquisiti da Universal erano sufficienti per l'utilizzo. In ogni caso, la controversia getta un'ombra sulla produzione e solleva domande su quanto sia stato accurato il processo di clearance dei diritti musicali.

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