Per i fan di John Wick, su Netflix c'è la versione coreana (imperdibile) della saga con Keanu Reeves
Scopri il thriller coreano più violento del 2025 su Netflix. So Ji-sub protagonista di una vendetta spietata in 7 episodi dall'ex webtoon Plaza Wars.
Il 2025 è stato un anno di grazia per gli appassionati di thriller, con ritorni attesi come Wake Up Dead Man: A Knives Out Mystery a catalizzare l'attenzione del pubblico mainstream. Ma se cercate qualcosa di più viscerale, di più estremo, di più incapace di compromessi, allora dovete guardare verso est. Le produzioni coreane hanno dominato la scena action-noir con una ferocia narrativa che Hollywood può solo invidiare, e Netflix ha pescato dal mazzo una carta vincente che si chiama Mercy for None.
So Ji-sub interpreta Nam Gi-jun, ex sicario della gang criminale Juwoon, un uomo che aveva abbandonato quella vita dopo aver compiuto un massacro leggendario undici anni prima degli eventi narrati. La sua uscita di scena non fu simbolica: Gi-jun si tagliò il tendine d'Achille, mutilando se stesso come segno tangibile della rottura con il mondo sotterraneo di Seoul. Ma nel noir, come nella tragedia greca, il passato non perdona mai davvero.
Quando suo fratello Nam Gi-seok viene assassinato in un'imboscata, Gi-jun non ha scelta. La sua vendetta non sarà fredda: sarà calcolata, metodica, spietata. Il titolo della serie non mente: non ci sarà pietà per nessuno. E quella zoppia che potrebbe sembrare un handicap diventa invece un dettaglio estetico quasi grottesco, perché Gi-jun non ha bisogno delle gambe perfette quando le sue mani possono ancora spezzare ossa e strappare vite.
Quello che colpisce di Mercy for None non è solo la violenza gratuita, ma la creatività con cui viene orchestrata. Le armi da fuoco, rare nella Corea del Sud reale, sono altrettanto scarse sullo schermo, costringendo i personaggi a inventarsi metodi di eliminazione brutali e fantasiosi. Gi-jun non è un tiratore scelto: è un artigiano della carneficina. Impalare guance con oggetti improvvisati, infilare lattine di bibita nelle bocche dei nemici, smembrare gruppi armati a mani nude. Ogni scontro è una danza macabra che lascia scie di sangue e corpi.
La regia di Oh Se-hyung valorizza questa violenza con una fotografia che alterna il grigiore urbano al rosso acceso del sangue, creando un contrasto visivo che non è solo estetico ma simbolico. La Seoul di Mercy for None è una città in decomposizione morale, dove il potere si conquista scalando piramidi fatte di cadaveri e tradimenti. E Gi-jun, con il suo completo elegante e il suo sguardo vuoto, è l'angelo vendicatore perfetto per questo inferno.