Perché Netflix ha cancellato il nuovo kolossal sci-fi dei creatori di Stranger Things
1,6 miliardi di minuti visti non bastano: perché Netflix ha cancellato The Boroughs dei fratelli Duffer?
Il mercato delle piattaforme streaming non fa sconti a nessuno, nemmeno ai campioni d'incassi. L'ultimo caso di scuola arriva da Los Angeles, dove la mannaia di Netflix si è abbattuta senza pietà su The Boroughs, il raffinato gioiello sci-fi che vedeva i fratelli Matt e Ross Duffer – i re mida di Stranger Things – in veste di produttori esecutivi.
Creata da Jeffrey Addiss e Will Matthews, la serie è stata bruscamente cancellata dopo una sola stagione, lasciando l'industria e il pubblico orfani di un progetto che, dati alla mano, aveva debuttato volando altissimo nelle classifiche Nielsen, accumulando la mostruosa cifra di 1,2 miliardi di minuti visti nella prima settimana e salendo a 1,6 nella seconda.A tentare di gettare acqua sul fuoco delle polemiche ci ha pensato Jinny Howe, capo delle serie di fiction del colosso per USA e Canada. Intervistata da Deadline, la manager si è trincerata dietro la solita formula burocratica dei "molti fattori diversi", pur dicendosi orgogliosa del prodotto.
Tradotto dal gergo aziendale: i numeri crudi non bastano più se non giustificano l'ipertrofia dei costi. Con un budget stimato che superava ampiamente i 10 milioni di dollari a episodio, The Boroughs ha pagato il prezzo di un'equazione finanziaria spietata, in cui l'algoritmo punisce il rischio e premia l'usato sicuro.Il paradosso della nostalgia geriatrica
Eppure, dal punto di vista puramente critico, l'operazione vantava un fascino indiscutibile. Mettere un gruppo di improbabili eroi residenti in una casa di riposo – interpretati da fuoriclasse del calibro di Alfred Molina, Clarke Peters, Alfre Woodard e Geena Davis – alle prese con una minaccia ultraterrena era un ribaltamento prospettico brillante in un panorama televisivo saturato da teen-drama e incubi adolescenziali.
Un cast geriatrico per una fantascienza dell'anima, capace di registrare un solido 96% di recensioni positive su Rotten Tomatoes.
Ma proprio questa struttura ha evidenziato il tallone d'Achille della produzione. Come evidenziato dalla critica internazionale, la narrazione ha finito spesso per adagiarsi proprio su quei tropi nostalgici che i fratelli Duffer hanno sdoganato nell'ultimo decennio.
L'omaggio al cinema fantascientifico degli anni Ottanta, che in Stranger Things funzionava da propulsore mitologico, qui si è trasformato a tratti in una gabbia stilistica, un déjà-vu narrativo che non è riuscito a evolversi in una vera e propria epica autonoma.
Il cordone ombelicale tra i Duffer e Netflix si è ufficialmente spezzato lo scorso aprile, quando i due creatori hanno siglato un accordo blindato di quattro anni con Paramount, valido sia per il cinema che per la televisione.
Con il duo già proiettato verso una misteriosa serie tv, Death Note, Netflix ha fatto i propri calcoli: perché continuare a finanziare a caro prezzo una serie i cui padri nobili lavorano ormai per la concorrenza? The Boroughs muore così, vittima eccellente di una guerra fredda tra piattaforme dove l'arte, sfortunatamente, è spesso un fattore di importanza secondaria.