Pluribus 2, un famoso collega di Rhea Seehorn confessa i suoi timori su un suo eventuale cameo nella serie
Un volto noto del piccolo schermo, già collega di Rhea Seehorn, parla dei rischi di un suo eventuale cameo nella seconda stagione di Pluribus.
di Alba Rossi
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Sul red carpet dei Saturn Awards, Bob Odenkirk ha fatto qualcosa di inaspettato: ha elogiato con entusiasmo travolgente Pluribus, la nuova serie sci-fi di Vince Gilligan per Apple TV, per poi dichiarare di non potervi apparire. Una confessione che suona paradossale, considerando il legame professionale e artistico che unisce l'attore al creatore di Breaking Bad, ma che rivela quanto Odenkirk tenga alla preservazione dell'integrità narrativa del progetto.
Ma è proprio questa familiarità con l'universo creativo di Gilligan che ha reso Odenkirk consapevole di un rischio: la sua presenza fisica in Pluribus potrebbe rompere l'incantesimo. "Certo che mi piacerebbe fare una capatina, ma non si può. Penso che distruggerei il tessuto del suo mondo", ha dichiarato l'attore, mostrando una rara sensibilità verso le esigenze narrative del progetto. Ha poi scherzato sulla possibilità di camuffarsi: "Mettetemi della gomma sulla faccia, una parrucca e tutto il resto, certo che sì".
Eppure, il Gilliganverse ha già trovato modi creativi per includere volti noti senza spezzare l'atmosfera. Patrick Fabian, che interpreta Howard Hamlin in Better Call Saul, presta la voce a un messaggio registrato che Carol ascolta quando la mente alveare si distanzia temporaneamente da lei. Carol Burnett, altra presenza memorabile della serie prequel, appare in una versione fittizia di se stessa attraverso i canali social di Pluribus. Camei discreti, che non interferiscono con la narrazione principale ma strizzano l'occhio ai fan più attenti.
La serie ha dimostrato di saper gestire anche apparizioni più evidenti, come quella di John Cena nell'episodio 6. L'attore e wrestler, anche lui in versione fittizia di sé stesso, è parte della mente alveare e spiega a Carol, tramite una registrazione, perché gli umani infetti mangino i morti nonostante il voto di non fare del male a nessuno. Un cameo che funziona proprio perché mediato dalla tecnologia: nessuna interazione diretta, nessun rischio di contaminazione tra universi narrativi.
L'attore ha poi aggiunto che Gilligan sta portando il genere post-apocalittico in una direzione nuova: "Una direzione etica". Un'osservazione significativa in un panorama saturo di narrative distopiche che spesso si concentrano esclusivamente sulla sopravvivenza brutale. Pluribus, con la sua mente alveare che impone ai contagiati di non nuocere agli altri, esplora invece i dilemmi morali di una specie umana forzatamente interconnessa.
Rhea Seehorn, unica presenza prominente del cast di Better Call Saul in Pluribus, ha vinto il Golden Globe per la sua interpretazione di Carol Sturka, confermando che il salto da un universo narrativo all'altro può essere vincente quando l'attore si cala completamente in un personaggio nuovo. La sua performance è stata centrale nel successo critico della prima stagione, e la serie ha dimostrato di poter vivere di luce propria, senza bisogno di appoggiarsi alla nostalgia del Gilliganverse precedente.
Fonte /
ScreenRant.com