Young Sherlock, la serie di Guy Ritchie batte i film con RDJ: l'approccio vincente conquista Prime Video
Young Sherlock di Guy Ritchie batte i film con Robert Downey Jr su Rotten Tomatoes con 86% audience score. La serie Prime Video stabilisce un record personale.
Sono passati quasi quindici anni da quando Guy Ritchie ha lasciato il franchise di Sherlock Holmes dopo aver diretto due film di successo con Robert Downey Jr. nei panni del leggendario detective e Jude Law come dottor John Watson. Un'eternità cinematografica, durante la quale il regista britannico si è dedicato ad altri progetti, dall'Aladdin live-action a The Ministry of Ungentlemanly Warfare. Ma il richiamo di Baker Street era troppo forte per essere ignorato. Ritchie torna ora al celebre personaggio con Young Sherlock, la serie Prime Video che ha debuttato il 4 marzo 2026, e lo fa stabilendo un record personale che nessuno si aspettava.
La serie ha conquistato un audience score dell'86% su Rotten Tomatoes, superando entrambi i film con Downey Jr, fermi a un 77% di gradimento del pubblico. Non solo: con un critics score dell'84%, Young Sherlock diventa ufficialmente il progetto legato a Sherlock Holmes meglio valutato della carriera di Ritchie, sia secondo i critici che secondo gli spettatori. Un risultato che ribalta le gerarchie consolidate e dimostra come il formato seriale possa respirare con più libertà rispetto ai blockbuster cinematografici.
Il regista ha diretto due episodi della serie e ricopre il ruolo di produttore esecutivo, lasciando a Matthew Parkhill, showrunner del progetto, la guida principale della narrazione. Questo approccio collaborativo sembra aver pagato dividendi importanti, permettendo alla serie di mantenere l'energia cinetica tipica dello stile di Ritchie senza sacrificare la profondità narrativa che una stagione di otto episodi può offrire.
Le recensioni della critica hanno elogiato Young Sherlock per il ritmo sostenuto e l'approccio energico alla storia delle origini del detective più famoso della letteratura. Ma l'elemento che ha conquistato pubblico e addetti ai lavori è un altro: la chimica esplosiva tra Hero Fiennes Tiffin, che interpreta Sherlock, e Dónal Finn nei panni di James Moriarty. La serie compie una scelta audace e affascinante, presentando i due acerrimi nemici come amici di college nei loro anni giovanili a Oxford. È un ribaltamento narrativo che aggiunge strati di complessità a una delle rivalità più iconiche della fiction.
La trama segue un giovane Sherlock accusato di omicidio, costretto a dimostrare la propria innocenza svelando una cospirazione globale. È un thriller accademico che mescola mystery vittoriano e action contemporaneo, con un protagonista ancora lontano dal diventare il detective infallibile che tutti conosciamo. Questo Sherlock è vulnerabile, impetuoso, ancora in formazione, ed è proprio questa imperfezione a renderlo più umano e credibile.
Non tutti i critici, però, hanno abbracciato la serie senza riserve. Alcune recensioni negative hanno sottolineato come Young Sherlock manchi dell'essenza caratteristica dei racconti di Arthur Conan Doyle. Una critica comprensibile ma forse superficiale, considerato che la serie si basa sui romanzi di Andrew Lane, un pastiche autorizzato dell'opera dello scrittore scozzese, e non pretende di essere un adattamento fedele dei testi originali. È un'interpretazione, una rivisitazione, non una trasposizione letterale.
Young Sherlock si inserisce in un panorama affollato di adattamenti del personaggio. Se la maggior parte delle versioni ha scelto di rappresentare Sherlock nel pieno della sua maturità investigativa, questa serie fa il percorso inverso, esplorando la genesi del genio. È un terreno già battuto in parte dalla serie BBC con Benedict Cumberbatch, che aveva scelto la strada dell'aggiornamento contemporaneo trasportando il detective nel ventunesimo secolo. Quella serie rimane uno dei migliori adattamenti televisivi di sempre, con alcune stagioni che hanno ottenuto punteggi su Rotten Tomatoes superiori a Young Sherlock. Tuttavia, la quarta e ultima stagione è stata accolta con freddezza, registrando un 54% dalla critica e un deludente 46% dal pubblico, dimostrando quanto sia difficile mantenere alta la qualità nel tempo.
Per Guy Ritchie, Young Sherlock rappresenta un ritorno atteso ma anche imprevisto. Da anni circolano voci su un possibile Sherlock Holmes 3 con Robert Downey Jr., ma il progetto sembra bloccato in un limbo produttivo senza vie d'uscita. L'ultimo aggiornamento è arrivato da Susan Downey, moglie dell'attore e produttrice, che ha confermato l'interesse per un terzo capitolo senza però fornire dettagli concreti su sviluppo, riprese o date di uscita. Con Downey Jr. impegnato nei prossimi due film degli Avengers, le speranze di vedere quel sequel si assottigliano progressivamente.
Young Sherlock, pur essendo un prequel, non è canonica rispetto ai film di Ritchie. Vive in un universo narrativo separato, libero da vincoli di continuità con le avventure cinematografiche di Downey Jr. Questa libertà creativa ha probabilmente giovato alla serie, permettendo a Ritchie e al team creativo di esplorare territori narrativi nuovi senza dover rispettare troppi paletti stabiliti in precedenza.
La risposta positiva di critica e pubblico lascia intravedere un futuro luminoso per la serie. Anche se Prime Video non ha ancora annunciato ufficialmente una seconda stagione, i numeri su Rotten Tomatoes e l'entusiasmo generale suggeriscono che un rinnovo sia solo questione di tempo. Tutti gli otto episodi della prima stagione sono disponibili in streaming su Prime Video, pronti a conquistare nuove generazioni di fan del detective più cerebrale della storia della letteratura.