Prima di KPop Demon Hunters, Netflix aveva già creato il suo capolavoro fantasy dimenticato (da recuperare)
Scopri il capolavoro fantasy animato dimenticato di Netflix che ha anticipato KPop Demon Hunters. Scopri perché merita una riscoperta.
Nel 2016, mentre Netflix stava ancora costruendo il suo catalogo di contenuti originali, la piattaforma lanciò una serie animata che avrebbe dovuto segnare una pietra miliare nel fantasy televisivo. Eppure, otto anni dopo, Trollhunters: Tales of Arcadia rimane avvolto in un paradosso: acclamato dalla critica, amato dai fan, ma stranamente assente dalle conversazioni sul miglior fantasy animato di Netflix. Con il recente successo planetario di KPop Demon Hunters, che condivide con Trollhunters l'universo di demoni, mostri e giovani eroi, è arrivato il momento di riscoprire la creazione di Guillermo del Toro che ha anticipato molte delle formule vincenti del genere.
La serie ha affrontato una tragedia durante la produzione: Anton Yelchin, che prestava la voce a Jim Lake Jr., è morto in un incidente nel 2016. Emile Hirsch ha poi assunto il ruolo, mantenendo vivo lo spirito del personaggio attraverso le tre stagioni che compongono la saga originale, conclusasi nel 2018. Quello che distingue Trollhunters dalla massa di contenuti fantasy per ragazzi è la sua struttura narrativa stratificata.
Jim non combatte da solo: è affiancato dai suoi migliori amici umani Toby e Claire, e da una banda di alleati troll dai nomi impronunciabili. Ma dove altre serie si sarebbero accontentate di dinamiche prevedibili, Trollhunters sovverte le aspettative su ogni fronte. I mentori non sono saggi umani barbuti, ma troll con migliaia di anni di esperienza. I villain non sono malvagi per partito preso, ma figure moralmente ambigue con backstory complessi che li rendono comprensibili, se non giustificabili.
L'animazione prodotta da DreamWorks Animation merita un capitolo a sé. Il formato animato non è qui una scelta di ripiego, ma una necessità creativa che permette di dare vita a un mondo impossibile da realizzare in live-action senza budget stellari. La città di Arcadia e il regno sotterraneo dei troll sono resi con una cura del dettaglio che rivaleggia con le produzioni cinematografiche del genere. Ogni creatura ha un design unico, ogni ambiente racconta una storia, ogni battaglia è coreografata con precisione cinematografica.
Ma è nel world-building che Trollhunters raggiunge vette raramente toccate dalle serie animate family-friendly. L'universo creato da del Toro e il suo team non si limita a fornire uno sfondo per le avventure di Jim: è un ecosistema completo, con regole interne coerenti, una mitologia articolata, gerarchie sociali tra le diverse specie di troll, e una storia che si estende per millenni. Questa complessità paga dividendi narrativi costanti, permettendo alla serie di evolvere e sorprendere fino all'ultima puntata.