La dimostrazione del fatto che l'età sia solo un numero, nella serie più coraggiosa che Netflix abbia mai prodotto
Scopri la serie Netflix che ha rivoluzionato la rappresentazione della terza età in TV per 7 stagioni.
Quando Netflix ha deciso di investire su Grace and Frankie nel 2015, la piattaforma stava ancora cercando la propria identità nel panorama dello streaming. Servivano contenuti audaci, capaci di distinguersi dalla televisione tradizionale e di attirare segmenti di pubblico trascurati dalle major network. La scommessa su una serie incentrata su due donne settantenni sembrava rischiosa, forse troppo. Eppure, quella che poteva apparire come una long shot si è trasformata in uno dei successi più duraturi della piattaforma: sette stagioni che hanno ridefinito cosa significhi raccontare l'invecchiamento sullo schermo.
Jane Fonda e Lily Tomlin, amiche e collaboratrici di lunga data nella vita reale, hanno prestato non solo il loro talento ma anche la loro credibilità a un progetto che rifiutava di trattare la terza età come un argomento di nicchia o, peggio ancora, come una farsa. Grace Hanson e Frankie Bergstein, i loro personaggi, si ritrovano a dover ricostruire le proprie esistenze dopo che i rispettivi mariti, Robert e Sol, decidono di uscire allo scoperto rivelando la loro relazione clandestina durata decenni. Un divorzio in età avanzata, una convivenza forzata tra due donne che non si sono mai sopportate, e un nuovo capitolo di vita che si apre quando la società vorrebbe chiuderlo.
La serie ha scelto di giocare su un terreno raramente esplorato con questa profondità: quello della reinvenzione personale quando i capelli sono già grigi e le rughe hanno sostituito la pelle liscia. Grace and Frankie non indulge nella nostalgia sterile né si abbandona al flashback continuo verso gli anni migliori. Al contrario, guarda avanti con una determinazione quasi sfacciata. Le protagoniste investono su sé stesse, sui loro talenti, sulle loro passioni e sulle loro famiglie, dimostrando che la vita non finisce a settant'anni ma può, anzi, ripartire con una consapevolezza e una libertà nuove.
Questo approccio narrativo ha rappresentato una rottura netta rispetto agli standard televisivi consolidati. La televisione generalista tende a marginalizzare i personaggi anziani, relegandoli a ruoli di supporto o di saggezza stereotipata. Quando vengono portati al centro della scena, troppo spesso l'invecchiamento viene dipinto come un declino malinconico o come un pretesto per una commedia grottesca. Grace and Frankie ha rifiutato entrambe le strade, scegliendo invece l'onestà brutale e la complessità emotiva. Le due donne affrontano temi come la sessualità in età avanzata, l'indipendenza economica, la perdita di identità dopo un divorzio, la rivalità tra generazioni e la solitudine, senza mai scivolare nel paternalismo o nel pietismo.
La scelta di far interpretare le protagoniste da attrici che giocavano effettivamente con la propria età anagrafica, senza ricorrere a trucchi di giovinezza digitale o a casting inverosimili, ha aggiunto un ulteriore livello di autenticità. Fonda e Tomlin portavano con sé un bagaglio di esperienza artistica e di vita che si rifletteva in ogni scena, conferendo credibilità a un messaggio potente: invecchiare non significa diventare invisibili.
Eppure, il percorso verso il riconoscimento non è stato immediato. La prima stagione di Grace and Frankie ha ricevuto recensioni tiepide dalla critica, fermandosi a un modesto 57 percento su Rotten Tomatoes. I critici sembravano incerti su come inquadrare una serie che sfuggiva alle categorie tradizionali: non era una sitcom classica, non era un dramma puro, non era una comedy romantica. Il pubblico, però, ha capito subito. Gli spettatori hanno risposto con entusiasmo, sostenendo la serie con la loro visione costante e il passaparola positivo. Netflix ha avuto la lungimiranza di mantenere la fiducia nel progetto, rinnovandolo stagione dopo stagione.
Con il passare del tempo, anche la critica ha cambiato opinione. Le stagioni successive hanno visto un miglioramento progressivo nel bilanciamento tra toni comici e drammatici, nell'approfondimento dei personaggi secondari e nella capacità di affrontare temi complessi senza perdere leggerezza. La serie ha trovato la propria identità distintiva, consolidandosi come uno dei prodotti più amati del catalogo Netflix. Il finale, arrivato dopo sette stagioni, ha segnato la chiusura del ciclo originale più lungo mai prodotto dalla piattaforma fino a quel momento.