Questa serie horror francese su Netflix ha il 100% su Rotten Tomatoes (ma in pochi la conoscono)
Marianne su Netflix ha il 100% su Rotten Tomatoes ma è sconosciuta. La serie horror francese che ha conquistato la critica merita di essere riscoperta.
Nel vasto catalogo di Netflix, tra decine di produzioni horror che ogni anno vengono rilasciate e dimenticate con la stessa velocità, esiste una gemma nascosta che merita di essere riscoperta. Si intitola Marianne, è francese, ed è riuscita nell'impresa quasi impossibile di conquistare il 100% di recensioni positive su Rotten Tomatoes. Eppure, dalla sua uscita nel 2019, è lentamente scivolata nell'oscurità, ignorata da quella stessa platea che celebra i lavori di Mike Flanagan come The Haunting of Hill House o La caduta della casa degli Usher. La serie, creata da Samuel Bodin, racconta la storia di Emma Larsimon, interpretata da Victoire Du Bois, una scrittrice di romanzi horror di successo il cui personaggio principale, la strega Marianne, prende improvvisamente vita.
Non si tratta di una semplice metafora sulla responsabilità creativa o sul rapporto tra autore e opera. Marianne materializza davvero, in carne, ossa e terrore puro, e comincia a seminare il caos nella cittadina costiera natale di Emma. Quello che distingue Marianne da gran parte delle produzioni horror contemporanee è il suo approccio equilibrato. Troppo spesso il genere si divide tra due estremi: da una parte i cosiddetti "elevated horror" che sacrificano le paure viscerali sull'altare del simbolismo intellettuale, dall'altra gli slasher e i thriller che puntano tutto su jump scare e violenza grafica dimenticando personaggi e trama. Marianne invece riesce a trovare una sintesi perfetta tra tensione psicologica, orrore genuino e sviluppo dei personaggi.La protagonista Emma non è l'eroina impeccabile a cui siamo abituati. È egoista, difensiva, talvolta crudele. Le sue scelte del passato hanno conseguenze devastanti sul presente, e la serie non le concede facili redenzioni. Questo la rende umana, credibile, e paradossalmente più spaventosa da seguire, perché la sua vulnerabilità morale diventa la nostra. Ma è sul fronte del terrore puro che Marianne davvero eccelle. Fin dal primo episodio, quando la strega prende possesso del corpo di Madame Daugeron, la serie stabilisce un'atmosfera di inquietudine crescente che non molla mai la presa.
Le immagini che Samuel Bodin costruisce sono destinate a restare impresse: la rotazione innaturale del collo a 360 gradi, i sacchetti di pelle riempiti di denti e unghie, il corpo che levita a mezz'aria mentre risuona una risata glaciale che sembra uscire da un incubo febbrile. Queste non sono scene costruite per il facile sobbalzo dello spettatore. Sono momenti di autentico disturbo, pensati per insinuarsi nella mente e restarci. C'è chi sostiene che alcuni passaggi siano così intensi da risultare difficili da guardare fino in fondo, e non è un'esagerazione da marketing. Marianne attinge all'horror più viscerale, quello che trasforma gli incubi in realtà e che gioca sulla paura primordiale del buio, del sonno, di ciò che potrebbe celarsi dietro l'angolo.
La natura geografica della produzione aggiunge un ulteriore elemento di fascino. Il cinema e la televisione francesi hanno da sempre un approccio peculiare al genere horror (come dimostra questo film di Pascal Laugier), meno legato alle convenzioni hollywoodiane e più incline a sperimentare con atmosfere oniriche, ambiguità morali e un senso del grottesco che in questo caso funziona alla perfezione. Le location bretoni, con i loro paesaggi costieri battuti dal vento e le case antiche cariche di storia, diventano quasi un personaggio a sé stante. Eppure, nonostante tutti questi elementi a suo favore, Marianne non ha ottenuto il riconoscimento che meritava. Netflix, da parte sua, ha deciso di non rinnovare la serie per una seconda stagione, una scelta che ha deluso profondamente i fan ma che, paradossalmente, potrebbe aver contribuito a renderla ancora più preziosa.In un'epoca di show che si trascinano per stagioni senza una vera necessità narrativa, Marianne resta un'opera compiuta, concentrata, priva di filler. Per chi ama il genere horror e cerca qualcosa che vada oltre i soliti clichè, Marianne rappresenta un appuntamento obbligato. Non è una serie per chi preferisce il terrore edulcorato o cerca solo intrattenimento leggero. È un'esperienza intensa, disturbante, costruita con cura artigianale e pensata per lasciare il segno. È il tipo di show che trasforma ogni scricchiolio notturno in un potenziale incubo.