Questo film con Alan Ritchson è primo su Prime Video, ma i critici lo odiano: il caso che divide
Il film con Alan Ritchson primo su Prime Video nonostante il 23% su Rotten Tomatoes. Analisi del divario tra critica e pubblico nell'era streaming.
Nel panorama dello streaming, non è raro imbattersi in fenomeni contraddittori: film massacrati dalla critica che scalano le classifiche di visualizzazione, pellicole celebrate dai recensori che nessuno guarda. Playdate, il nuovo action comedy con Alan Ritchson disponibile su Prime Video, rappresenta uno di questi casi emblematici. Mentre il film arranca con un misero 23% su Rotten Tomatoes, continua imperterrito a scalare le classifiche della piattaforma, attirando milioni di spettatori. Come è possibile che un prodotto così mal recensito conquisti il pubblico? Per capire questo paradosso bisogna prima comprendere chi è Alan Ritchson oggi. L'attore ha vissuto una trasformazione radicale nella percezione pubblica. Per anni è rimasto confinato nel ricordo nostalgico dei fan di Blue Mountain State, la serie comedy dove interpretava Thad Castle, il quarterback eccessivo e iper-mascolino che ha definito un'intera generazione di commedie sportive universitarie.
Ed è qui che entra in gioco Playdate, l'anomalia in questa ascesa apparentemente inarrestabile. Il film lo vede nei panni di Jeff Eamon, un padre casalingo carismatico e atleticamente dotato che nasconde un passato oscuro. Al suo fianco c'è Kevin James, che interpreta Brian Jennings, un contabile forense recentemente licenziato alle prese con problemi di autostima propri e del figlio. Brian organizza un playdate tra i due bambini sperando che la virilità apparentemente innata degli Eamon possa in qualche modo trasferirsi ai Jennings. La trama prende una piega action quando un gruppo di mercenari irrompe durante l'incontro tra le famiglie, rivelando che Jeff è in realtà un ex soldato delle Delta Force e che un'organizzazione oscura intende catturarlo per nascondere un segreto pericoloso. Da qui si sviluppa un buddy movie all'inseguimento, con le due famiglie costrette a collaborare per sopravvivere.
Le recensioni dipingono un quadro desolante. Il consenso critico su Rotten Tomatoes è spietato: il film viene definito un insieme di cliché stantii accumulati dalla prima scena fino ai titoli di coda. Non si tratta solo della presenza di elementi prevedibili, pratica comune e spesso accettabile nei film di genere. Il problema, secondo molti recensori, è che Playdate non riesce nemmeno a sfruttare efficacemente questi cliché, trasformandoli in intrattenimento funzionale. Eppure il pubblico continua a cercarlo. Le classifiche di Prime Video lo vedono stabilmente tra i titoli più visti, sfidando il giudizio unanimemente negativo della critica specializzata. Questo divario solleva domande interessanti sul rapporto tra giudizio professionale e scelte di visione del grande pubblico.
Per Alan Ritchson, Playdate rappresenta probabilmente una parentesi imbarazzante piuttosto che un punto di svolta negativo. La sua carriera ha solide fondamenta in Reacher e nei progetti di profilo superiore che continua ad attrarre. Un singolo flop critico, specialmente se mascherato da successo di visualizzazioni, difficilmente comprometterà opportunità future. Anzi, potrebbe persino rafforzare la percezione che sia un attore capace di trascinare il pubblico indipendentemente dal veicolo narrativo, qualità che gli studios apprezzano enormemente.