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Rachel Weisz, Rachel McAdams e una storia d'amore proibita, in questo intenso film su Prime Video

Disobedience di Sebastián Lelio esplora amore lesbico e fede nell'ebraismo ortodosso. Con Rachel Weisz e Rachel McAdams in un dramma intenso e maturo.

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Religione e amore hanno sempre condiviso un rapporto complicato, specialmente quando quell'amore si estende oltre il concetto eteronormativo di uomo e donna. Come le comunità religiose comprendano questo in relazione alla loro fede è una domanda costante, una questione che ogni comunità è costretta ad affrontare mentre il mondo intorno a loro avanza verso l'uguaglianza. Con Disobedience, il regista cileno Sebastián Lelio ha trovato un modo per meditare su questa domanda in un film di straordinaria ricchezza emotiva e tematica disponibile su Prime Video.

Adattando il romanzo di Naomi Alderman insieme alla co-sceneggiatrice Rebecca Lenkiewicz, il vincitore dell'Oscar Lelio costruisce una narrazione che va ben oltre il semplice dramma romantico. La fotografa Ronit Krushka, interpretata da Rachel Weisz, fa ritorno nella comunità ebraica ortodossa di Londra in cui è nata quando suo padre, un rabbino amato dalla comunità, muore improvvisamente. Dopo decenni di esilio auto-imposto, si trova a confrontarsi non solo con la perdita di un genitore con cui aveva rotto i rapporti, ma con il suo passato. In particolare con i suoi amici d'infanzia Esti, ora sposata e interpretata da Rachel McAdams, e Dovid, il marito di lei interpretato da Alessandro Nivola. Emerge presto l'intenso romanticismo che Ronit ed Esti avevano condiviso da adolescenti, una relazione che minaccia rapidamente di riaccendersi.

La femminilità libera e l'energia sessuale di Ronit sono in contrasto con la dinamica di potere patriarcale della sua comunità, e mentre in generale tollerano o rifiutano quell'energia, essa sblocca i desideri in Esti per ciò che lei vuole veramente. L'intelligenza estrema di Disobedience sta nel fatto che non inquadra l'ebraismo come una forza antagonista che lavora contro la possibilità per Ronit ed Esti di stare insieme, ma, in una certa misura, lo celebra. Il film è molto più interessato a usare il loro romanticismo per porre domande ancora più profonde sulla libertà e la scelta all'interno di un rigido costrutto religioso.

Esti è impegnata nella sua fede e la abbraccia nella sua vita, e ciò che le impedisce di seguire il suo cuore e la sua attrazione verso altre donne non è solo la disapprovazione, ma la potenziale perdita della sua fede e della sua comunità. Non trattando certezze morali in bianco e nero, Disobedience diventa un film molto più ricco, uno che celebra la tradizione e la fede mentre le mette in discussione. È un equilibrio delicato e raro nel cinema contemporaneo.

Il romanticismo tra Ronit ed Esti è il cuore pulsante del film, e l'approccio di Lelio è caratterizzato da integrità e onestà. La straordinaria chimica tra queste donne - sia le attrici che i personaggi stessi - salta fuori dallo schermo, il che amplifica solo l'intenso impatto emotivo del film. La loro unione sembra giusta e legittima perché il film stesso è costruito per renderla tale, e i loro momenti di intimità fisica sono un'intensa celebrazione dei piaceri della condivisione del proprio corpo con un altro, del contatto pelle a pelle, del gusto, dell'olfatto e della sensazione.

Queste donne esplodono di fame e bisogno l'una dell'altra, un contrasto con i loro dintorni contenuti in cui il film si diletta. Le scene d'amore non sono mai gratuite o voyeuristiche, ma cariche di significato emotivo e narrativo. Rappresentano un atto di ribellione, certo, ma anche di verità personale e autenticità. La performance di Rachel Weisz cattura perfettamente la complessità di una donna che ha costruito una vita lontano dalle sue radici ma che non può sfuggire completamente al richiamo del passato e della comunità.

Rachel McAdams offre forse la performance più sorprendente e sfumata, interpretando una donna intrappolata tra ciò che desidera, una storia d'amore proibita, e ciò in cui crede. Il suo personaggio vive una tensione costante, visibile in ogni sguardo trattenuto, in ogni gesto misurato. Esti non è una vittima passiva delle circostanze, ma una donna che fa scelte attive, anche quando quelle scelte la portano alla sofferenza. Alessandro Nivola completa questo triangolo emotivo con una performance che evita gli stereotipi del marito ignaro o del tiranno religioso. Dovid è un uomo buono intrappolato nelle stesse strutture che limitano sua moglie, e la sua lotta per comprendere e rispondere alla situazione è trattata con compassione.

Ciò che distingue Disobedience da molti altri film LGBTQ+ è la sua maturità nel trattare temi complessi senza offrire risposte facili. Il film non suggerisce che la religione debba essere abbandonata per trovare l'amore vero, né che l'amore debba essere sacrificato per la fede. Invece, presenta questi elementi come parti integranti dell'identità umana che a volte entrano in conflitto, e quella tensione irrisolta è precisamente ciò che rende il film così potente e rilevante.

Il film solleva domande fondamentali sulla natura della scelta in contesti dove la libertà individuale si scontra con l'appartenenza comunitaria. In un panorama cinematografico sempre più polarizzato, dove le narrazioni tendono a schierarsi nettamente da una parte o dall'altra, Disobedience osa occupare lo spazio intermedio, quello dell'ambiguità morale e della complessità umana. E in quello spazio trova non confusione, ma verità profonda sulla condizione umana e sui sacrifici che facciamo per amore, fede e appartenenza.

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