Se ti sono piaciuti One Piece e The Witcher questa serie ti terrà incollato allo schermo, farai le ore piccole
Yu Yu Hakusho è la miniserie live-action Netflix del 2023 che nessuno ricorda ma che tutti dovrebbero vedere: 5 episodi, 83% su Rotten Tomatoes, l'azione soprannaturale di The Witcher e l'avventura corale di One Piece in meno di cinque ore.
Netflix ha costruito negli ultimi anni un catalogo di adattamenti live-action da manga e anime che ha ridefinito le aspettative del pubblico: One Piece ha dimostrato che si può essere fedeli allo spirito del materiale originale senza farne una parodia, The Witcher ha mostrato quanto sia difficile mantenere la qualità nel tempo. In mezzo a questi due titoli, passata quasi inosservata nel dicembre del 2023, esiste una serie che condivide il meglio di entrambi senza essere né l'uno né l'altro: si chiama Yu Yu Hakusho, è stata progettata per essere vista in una sola serata e ha tutti gli elementi che rendono queste due serie irresistibili. Il problema è che quasi nessuno sa che esiste.
La storia: un bullo torna dall'aldilà come detective del soprannaturale
Yusuke Urameshi è un adolescente problematico, il tipo che passa più tempo fuori da scuola che dentro e che risolve quasi tutto con i pugni. La sua storia comincia nel modo più inaspettato: muore, investito da un'auto mentre salva un bambino. Il gesto è così fuori carattere che persino i funzionari dell'aldilà restano disorientati, e anziché procedere con la morte definitiva gli offrono una seconda possibilità. Yusuke viene resuscitato come Detective dello Spirito, con il compito di tenere sotto controllo i demoni e le forze soprannaturali che minacciano il mondo umano.
Quello che segue è un'avventura che mescola combattimenti serrati, creature oscure, alleanze improbabili e una costruzione corale dei personaggi che ricorda molto il meccanismo di One Piece: gli avversari diventano progressivamente alleati, ognuno con una storia alle spalle che trasforma lo scontro fisico in qualcosa di più complesso. Kurama (Jun Shison), la volpe demonico dagli occhi verdi; Hiei (Kanata Hongō), il guerriero oscuro con il Terzo Occhio sulla fronte; Kazuma Kuwabara (Shuhei Uesugi), l'ex rivale che diventa il compagno più fedele: tutti personaggi che nel corso dei cinque episodi acquisiscono spessore sufficiente da renderli indimenticabili.Il formato: 5 episodi pensati come un film unico
Il regista Sho Tsukikawa e lo sceneggiatore Tatsuro Mishima hanno preso una decisione coraggiosa nel costruire questa serie: condensare 19 volumi di manga e 112 episodi dell'anime originale del 1994 in un formato da circa cinque ore totali, distribuito in cinque episodi. Non è un ritmo lento, non è una serie da seguire episodio per settimana: è pensata per essere consumata in una sola sessione, come un film in più atti. L'effetto che produce è proprio quello di una corsa adrenalinica che non ti lascia il tempo di controllare l'orologio.
Il prezzo di questo formato è evidente: certi archi narrativi vengono compressi, alcuni momenti iconici dell'anime saltati del tutto, e i battiti emotivi hanno poco spazio per assestarsi prima che arrivi il combattimento successivo. Per i fan storici della serie animata, qualche scelta è stata inevitabilmente dolorosa. Ma per chi arriva senza aspettative preformate, questa compattezza è esattamente il punto di forza: niente riempitivo, niente episodi di transizione, solo la storia avanti a tutta.
Il confronto con One Piece e The Witcher: cosa hanno in comune
Il paragone con One Piece non è casuale. Entrambe le serie costruiscono il loro nucleo narrativo attorno alla formazione progressiva di una squadra di combattenti con background opposti, dove ogni membro porta con sé un conflitto interno non risolto che la storia affronta gradualmente. L'universo di Yu Yu Hakusho ha la stessa qualità di costruzione del mondo che ha reso One Piece così coinvolgente: regole proprie, geografie soprannaturali, una mitologia interna coerente che si svela episodio dopo episodio.
Il parallelo con The Witcher è invece visivo e atmosferico. Le creature che Yusuke affronta, i set oscuri e tetri degli ambienti demoniaci, la logica di un protagonista che esiste al confine tra il mondo umano e qualcosa di più pericoloso e affascinante: tutto questo parla lo stesso linguaggio del monster hunting di Geralt, con la differenza che Yu Yu Hakusho aggiunge una componente di arti marziali che The Witcher non ha mai avuto. Le sequenze di combattimento sono tra le più convincenti prodotte da Netflix in questo genere, coreografate con una cura che fa pensare all'animazione originale senza risultare artificiosa.
I numeri: 83% su Rotten Tomatoes, audience al 82%
A differenza di The Witcher, che ha visto il proprio punteggio di critica scendere stagione dopo stagione e l'audience dividersi progressivamente, Yu Yu Hakusho ha ottenuto un 83% dei critici e un 82% del pubblico su Rotten Tomatoes: una coerenza rara, che indica un prodotto che non tradisce chi ci si avvicina con aspettative ragionevoli. Per confronto, One Piece si attesta al 93% critica e 95% pubblico, ma beneficia di anni di costruzione del brand e di una fanbase globale tra le più attive al mondo. Yu Yu Hakusho ha ottenuto risultati simili con zero marketing aggressivo e in un momento in cui tutta l'attenzione era concentrata sul lancio contemporaneo di One Piece.
La miniserie è disponibile su Netflix con tutti i cinque episodi, e non richiede alcuna familiarità con il manga o con l'anime originale per essere apprezzata appieno.