Sean Combs: La resa dei conti, il nuovo documentario Netflix mostra cosa stesse tramando P. Diddy a sei giorni dall'arresto
Netflix rilascia Sean Combs: La resa dei conti, docuserie che mostra le ultime telefonate di Sean Combs sei giorni prima dell'arresto federale del settembre 2024.
C'è un momento, in ogni storia di caduta dall'Olimpo, in cui la maschera scivola via e si intravede il panico. Per Sean Combs, meglio conosciuto come P. Diddy, quel momento è stato catturato da una telecamera sei giorni prima del suo arresto, nel settembre 2024. E ora quelle immagini stanno per diventare pubbliche grazie a Netflix, che oggi, 2 dicembre 2025, rilascia Sean Combs: La resa dei conti, una docuserie in quattro parti destinata a far discutere.
Il trailer appena diffuso dalla piattaforma di streaming non lascia spazio a mezzi termini: si apre con un Diddy teso, al telefono, che pronuncia parole che suonano già come un epitaffio. "Dobbiamo trovare qualcuno che lavori con noi, qualcuno che abbia lavorato nel più sporco dei business sporchi. Stiamo perdendo". La voce è quella del magnate musicale che per decenni ha incarnato il sogno americano fatto di champagne, yacht e impero discografico. Ma in quei sei giorni, mentre le autorità federali stringevano il cerchio, quel sogno stava diventando un incubo.
La docuserie porta la firma di Curtis "50 Cent" Jackson come produttore esecutivo e della regista vincitrice di Emmy Alexandria Stapleton. Una combinazione esplosiva, considerando la storica rivalità tra 50 Cent e Diddy, che aggiunge un ulteriore strato di tensione a un progetto già di per sé carico di aspettative. Netflix la definisce "un esame sconvolgente del magnate dei media, leggenda della musica e criminale condannato". E quella parola, "condannato", pesa come un macigno.
Perché Combs, all'inizio del 2025, è stato ritenuto colpevole di due capi d'accusa per trasporto finalizzato alla prostituzione. Ha però evitato le tre accuse più gravi per cui era processato: due capi per traffico sessuale e uno per associazione a delinquere. Un verdetto parziale che non ha cancellato l'ombra che si è abbattuta sulla sua carriera e sulla sua immagine pubblica, costruita con meticolosa cura nell'arco di trent'anni.
Ma cosa rende questo documentario diverso dall'ennesima cronaca di una celebrità caduta in disgrazia? La risposta sta nel materiale grezzo che Stapleton e il suo team hanno raccolto. Le riprese, effettuate con la consapevolezza di Combs stesso, coprono i sei giorni cruciali che hanno preceduto l'arresto e l'incriminazione federale. Un periodo in cui l'artista era già sotto indagine, consapevole della tempesta in arrivo ma ancora libero, ancora in grado di muoversi e di parlare al telefono cercando disperatamente una via d'uscita.
"Essere una donna nell'industria e vivere il movimento MeToo, vedere giganti della musica e del cinema andare a processo e conoscere i loro esiti... Quando Cassie ha ritirato la sua causa, ho pensato che le cose potessero prendere un milione di direzioni diverse", ha spiegato la regista Alexandria Stapleton in un'intervista a Tudum, il blog ufficiale di Netflix. Il riferimento è a Cassie Ventura, ex compagna di Combs, che aveva depositato una causa civile con accuse di abusi prima di ritirarla con un accordo extragiudiziale.
"Mi sono chiesta come avesse trovato il coraggio di andare contro un magnate come Sean Combs. Come filmmaker, ho capito immediatamente che era un test di stress per verificare se siamo cambiati come cultura, se siamo in grado di processare accuse come queste in modo equo".
"Questa non è solo la storia di Sean Combs, o di Cassie, o delle vittime, o delle accuse contro di lui, o del processo. In ultima analisi, questa storia è uno specchio che riflette noi come pubblico, e quello che diciamo quando mettiamo le nostre celebrità su un piedistallo così alto. Spero che sia un campanello d'allarme su come idolatriamo le persone, e che ci aiuti a capire che tutti sono esseri umani".
Nel trailer compare anche una clip presumibilmente più vecchia, in cui un Diddy più giovane afferma con sicurezza: "In tutto nella vita avrai persone cattive e persone buone. Devi scegliere da che parte stare". Una frase che oggi, alla luce degli eventi, assume una connotazione quasi profetica, o forse tragicamente ironica. Da che parte ha scelto di stare lui? E cosa significa quella scelta per chi lo ha seguito, ammirato, emulato?
Sean Combs: La resa dei conti non è solo un documentario su un uomo. È un'indagine sulla cultura che ha permesso a quell'uomo di operare indisturbato per decenni, finché il castello di carte non ha iniziato a tremare. Quelle immagini di sei giorni prima dell'arresto, con la voce rotta di chi sa che il gioco sta finendo, sono il simbolo di un'era che forse, solo forse, sta davvero volgendo al termine.