Searching e l’esplosione degli horror da desktop
Il film di Aneesh Chaganty arriva su Netflix: vi spieghiamo perché non è solo una moda passeggera
Quanto tempo della vostra giornata passate davanti a uno schermo?

Searching... daughter not found
Su Netflix trovate da qualche giorno una delle possibili risposte a questo dubbio amletico: si intitola Searching, è uscito al cinema nel 2018 ed è il debutto alla regia di Aneesh Chaganty, uno che si è fatto un nome con uno spot dei Google Glass del 2014 e che quattro anni dopo ha convinto John Cho ad accettare un ruolo da protagonista in un film che si svolge interamente all’interno dello schermo del suo PC.

Come Blair Witch
Quello dell’ “avventura da desktop” è un formato ancora nuovo e che sta subendo peraltro un’evoluzione rapidissima: essendo un genere basato sulla tecnologia, invecchia al suo stesso ritmo, e quello che nel 2018 sembrava all’avanguardia oggi, appena due anni dopo, assomiglia più che altro a un tuffo nella nostalgia. È lo stesso problema, accelerato a livelli insostenibili, del genere che più di tutti ha contribuito a dare vita ai film da desktop: il found footage inteso in senso moderno, quello nato con The Blair Witch Project ed evolutosi poi (anche) grazie a una serie di novità tech che poco hanno a che fare con il cinema – camere HD, GoPro, droni...

Desktop di paura
Un altro elemento in comune al ff e ai dm (consentiteci gli acronimi) è quanto facilmente film del genere finiscano per diventare film di genere. Se parliamo del post-Blair Witch è sostanzialmente impossibile trovare un epigono che non sia in qualche modo assimilabile all’horror, e se è vero che ci sono anche desktop movie che vanno in altre direzioni (Face 2 Face è un documentario sulle amicizie su Facebook, 0s&1s è una commedia, King Kelly parla di furti e strip tease online, e c’è persino una puntata della comedy Modern Family girata in questo modo), i migliori rappresentanti del filone sono stati girati con l’esplicito intento di fare paura.
Cinque pezzi facili
Immaginando dunque di avervi incuriosito abbastanza da convincervi a vedere Searching, vi lasciamo con una piccola lista della spesa, da utilizzare nel caso in cui il film di Chaganty dovesse piacervi: si tratta dei cinque migliori horror da desktop usciti da, be’, da quando il genere esiste.

The Collingswood Stories (2006)
L’antenato, il precursore, il primo film a svolgersi interamente all’interno delle webcam dei protagonisti, talmente avanti che fece una fatica enorme a trovare una distribuzione. Passeranno sette anni prima che lo spunto di Mike Costanza venga raccolto da qualcuno.

The Den (2013)
Un anno prima che il genere si affacciasse alle porte del mainstream, Zachary Donohue diresse Melanie Papalia in un film girato quasi interamente sul di lei desktop. Perfetto nella messa in scena, fa un po’ tenerezza rivederlo ora perché ruota tutto intorno a una sorta di Chatroulette, una parola che da sola vi ha catapultati indietro di parecchi anni.

Unfriended (2014)
Timur Bekmambetov è uno dei più grandi sostenitori delle potenzialità dei desktop movie, al punto che ne ha prodotti parecchi e si è inventato pure un termine per definirli (“screen life”). Unfriended è il primo di questa lista, nonché un enorme successo commerciale: costato 1 milione di dollari, ne incassò 65 e si meritò anche un sequel, Dark Web, che è, sorprendentemente, all’altezza del primo.

Open Windows (2014)
Famoso per essere il primo film in lingua inglese di Nacho Vigalondo, ma soprattutto per essere quel film dove Sasha Grey recita insieme a Elijah Wood, è il più spurio dei film di questa lista ma anche la dimostrazione che è possibile convincere anche i grossi nomi a partecipare a un desktop movie.

Sickhouse (2016)
Nato come collaborazione creativa tra la regista Hannah Macpherson e la YouTuber Andrea Russett, rilasciato inizialmente a (brevissime) puntate su Snapchat, girato in verticale, Sickhouse è il passo successivo nell’evoluzione dei desktop movie, nel quale finzione e realtà si confondono definitivamente.