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La vita, la morte e tutto ciò che sta nel mezzo, in questo geniale documentario true crime su Neflix

Il progetto che ha rivoluzionato il true crime su Netflix. Scopri come questo documentario ha superato Making a Murderer cambiando il modo di raccontare il crimine vero.

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C'era un tempo in cui i documentari sul crimine vero sembravano poco più che intrattenimento sensazionalistico, privo di rispetto per le vittime e le loro famiglie. Storie confezionate per suscitare brividi, senza reale sostanza o impegno. Poi è arrivato Making a Murderer, e tutto è cambiato. La serie prodotta da Netflix, con la sua attenzione genuina alle ingiustizie del sistema legale americano, ha dimostrato che il genere poteva essere qualcosa di più: uno strumento di denuncia, un catalizzatore per il cambiamento sociale.

Dopo il successo travolgente di Making a Murderer, era inevitabile che Netflix tornasse ad esplorare il territorio del true crime. E lo ha fatto con The Keepers, una serie documentaristica che non solo eredita la qualità e le buone intenzioni del suo predecessore, ma secondo molti osservatori le supera su entrambi i fronti. The Keepers presenta un cast di personaggi incredibili. Alcuni sembreranno immediati e autentici allo spettatore, altri, come Bud Roemer, danno l'impressione di essere stati presi direttamente da un classico di Hollywood.

Eppure sono tutti reali, con le loro contraddizioni e complessità. La storia viene presentata dai registi con maestria, dispiegandosi in modo più avvincente di molte opere di fiction contemporanea. C'è un ritmo, una costruzione drammatica che tiene incollati allo schermo, eppure tutto ciò che vediamo è accaduto davvero. È questo paradosso a rendere The Keepers così potente: usa il linguaggio del cinema per raccontare verità dolorose, ingiustizie reali che meritano attenzione.

Ma c'è qualcosa di più profondo in gioco. Guardare The Keepers significa imparare qualcosa sulla vita, sulla morte e su tutto ciò che sta nel mezzo, più di quanto potrebbero insegnare molti drammi di finzione recenti. Quando si ha a che fare con persone reali e ingiustizie concrete, è difficile non essere toccati, non imparare qualcosa, non cambiare prospettiva. E questo è esattamente ciò che il cinema dovrebbe fare per noi. Certo, l'intrattenimento ha il suo valore, ma un'esperienza visiva dovrebbe lasciarci trasformati, anche solo leggermente.

A giudicare dalla ricezione iniziale di The Keepers, sembra che molti condividano questa visione. Forse è per questo che Netflix tiene così stretti i suoi dati di visualizzazione. Forse stiamo assistendo a un cambiamento più profondo nelle preferenze del pubblico, e la piattaforma lo ha intuito mentre la concorrenza continua a seguire formule collaudate ma ormai prevedibili. La ricerca di giustizia, raccontata attraverso storie vere e tecniche cinematografiche sofisticate, sembra essere diventata mainstream.

E questa, bisogna ammetterlo, è un'evoluzione più che benvenuta nel panorama dell'intrattenimento contemporaneo. Non si tratta solo di guardare una serie, ma di partecipare a un movimento culturale che usa la narrazione visiva come strumento di cambiamento sociale. The Keepers non è solo un documentario: è la prova geniale che il confine tra arte, giornalismo e attivismo può dissolversi per creare qualcosa di più grande della somma delle sue parti. Se sei fan del true crime, non puoi perderti questa serie che ne rappresenta la miglior versione satirica.

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