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Secondo un della agente CIA, questo thriller su Prime Video con Benedict Cumberbatch è meglio di 007

Ex agente CIA premia questo film con Cumberbatch: l'unico film di spionaggio con 10/10 per autenticità. Scopri perché batte James Bond secondo gli esperti.

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Quando Dawn Meyerriecks, ex vice direttrice della CIA per scienza e tecnologia, ha analizzato decine di film e serie tv sul mondo dello spionaggio per Insider, solo uno ha ottenuto un verdetto senza appello: dieci su dieci. Non un blockbuster multimilionario, non l'ultimo capitolo di una saga action. Il punteggio perfetto è andato a The Courier - L'ombra delle spie, un thriller storico del 2020 (disponibile su Prime Video) interpretato da Benedict Cumberbatch che racconta la vera storia di Greville Wynne, un imprenditore britannico reclutato dall'MI6 durante la Guerra Fredda. La scelta sorprende, soprattutto considerando quanto questo film sia passato inosservato al momento dell'uscita. Mentre al botteghino mondiale raggranellava appena 26 milioni di dollari e le sale cinematografiche erano ancora in ginocchio per la pandemia, The Courier costruiva silenziosamente una reputazione per qualcosa che raramente si vede nel cinema di spionaggio: l'autenticità assoluta.

The Courier si distingue nel panorama cinematografico dedicato alle spie proprio per il suo approccio minimalista e documentaristico. Diretto da Dominic Cooke, il film segue le vicende di Greville Wynne, un uomo qualunque catapultato nel mondo dell'intelligence quando l'MI6 gli chiede di fare da tramite con Oleg Penkovsky, un colonnello del GRU sovietico disposto a passare informazioni cruciali sull'arsenale nucleare di Mosca. La loro amicizia improbabile diventa il cuore pulsante della narrazione, mentre il film evita accuratamente gli eccessi hollywoodiani per concentrarsi sulla tensione psicologica e sul peso umano delle scelte impossibili. Quello che ha conquistato Meyerriecks non sono stati gli effetti speciali o le scene d'azione adrenalina. Al contrario, è stata proprio l'assenza di glamour a impressionarla. Analizzando tre sequenze specifiche del film, l'ex funzionaria CIA ha riconosciuto nelle mani di Cumberbatch gli stessi strumenti che venivano davvero utilizzati negli anni Sessanta, e che in parte si usano ancora oggi.

La microcamera che Wynne impiega per fotografare documenti segreti, per esempio, è identica a quelle esposte nel museo della CIA a Langley, Virginia. Un dettaglio che potrebbe sembrare banale, ma che tradisce una ricerca maniacale da parte dei produttori. Ancora più significativo è il modo in cui il film mostra l'addestramento degli asset, termine tecnico con cui l'intelligence definisce le proprie fonti sul campo. Quando Wynne riceve istruzioni su come usare la fotocamera, le scene mostrano esattamente ciò che accade nella realtà: sessioni ripetute fino allo sfinimento, finché l'utilizzo dello strumento diventa automatico. Come ha spiegato Meyerriecks, l'obiettivo è che nel momento critico l'agente non debba pensare alla meccanica del gesto. Nel film, basta far scorrere un componente e la foto viene scattata. Semplice, funzionale, a prova di errore.

L'accuratezza storica di The Courier non si limita ai gadget. Il film ricostruisce con precisione il contesto della Guerra Fredda, l'atmosfera opprimente della Mosca degli anni Sessanta, le dinamiche di potere tra KGB e cittadini comuni. La storia vera di Greville Wynne e Oleg Penkovsky è raccontata con poche licenze drammatiche: entrambi vennero effettivamente arrestati, Penkovsky fu giustiziato nel 1963, mentre Wynne sopravvisse a diciotto mesi di prigionia prima di essere scambiato con una spia sovietica nel 1964. Le informazioni che riuscirono a trasmettere all'Occidente furono decisive durante la crisi dei missili di Cuba del 1962. Benedict Cumberbatch offre una delle sue performance più sottotono e, paradossalmente, più potenti. Niente manierismi da detective geniale come in Sherlock, nessuna grandiosità da supereroe come Doctor Strange. Qui interpreta un uomo comune schiacciato da eventi più grandi di lui, che scopre gradualmente il prezzo della lealtà e del coraggio.

La sua trasformazione fisica nel corso del film, specialmente nelle scene ambientate nelle prigioni sovietiche, è sconvolgente e testimonia il livello di dedizione dell'attore al progetto. Per gli appassionati di cinema e storia, The Courier rappresenta una lezione su come si possa costruire suspense senza inseguimenti in auto o esplosioni. La tensione nasce dalle inquadrature strette sui volti, dai silenzi carichi di non detto, dalla consapevolezza che ogni incontro potrebbe essere l'ultimo. È un film che ti ricorda che le vere spie non saltano da elicotteri in corsa: scattano fotografie tremando, nascondono documenti nei risvolti dei vestiti, e vivono con la paura costante di essere scoperti.

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