FILM

Sei storie, sei epoche, una sola vita: su Prime Video, l'esperimento delle Wachowski con Tom Hanks

Il film con 6 storie attraverso i secoli, in cui Tom Hanks e altri attori interpretano ruoli diversi in epoche multiple.

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Ci sono film che raccontano una storia. E poi c'è Cloud Atlas, che ne racconta sei. Tutte diverse, tutte intrecciate, tutte necessarie per capire un'unica verità: le nostre vite sono connesse attraverso il tempo in modi che non possiamo nemmeno immaginare. Diretto nel 2012 da Lana e Lilly Wachowski insieme a Tom Tykwer (e disponibile su Prime Video), questo colosso cinematografico di 164 minuti (sì, quasi tre ore) rappresenta uno degli esperimenti più ambiziosi e discussi del cinema contemporaneo. L'opera si basa sul romanzo omonimo di David Mitchell del 2004, un testo letterario considerato quasi inadattabile per la sua complessità strutturale. Eppure i Wachowski, reduci dalla trilogia di Matrix, hanno deciso di raccogliere la sfida insieme al regista tedesco Tom Tykwer, noto per Profumo.

Il risultato è un mosaico narrativo che attraversa sei epoche storiche, dal 1849 fino a un futuro post-apocalittico, dove ogni storia influenza quella successiva attraverso un filo rosso invisibile ma potentissimo. Al centro di tutto c'è L'Atlante delle nuvole, una composizione musicale scritta da Robert Frobisher, giovane compositore interpretato da Ben Whishaw in una delle sei storie. Questa sinfonia diventa il cuore pulsante del film, risuonando attraverso i secoli come una sorta di memoria genetica dell'umanità. Ma non è l'unico elemento ricorrente: volti, oggetti, simboli e azioni si ripetono creando un effetto déjà-vu continuo che sfida lo spettatore a riconoscere i pattern. Le sei storie non vengono raccontate una dopo l'altra, ma intrecciate in un montaggio vorticoso che passa da un'epoca all'altra, creando parallelismi e risonanze emotive.

Si parte da un viaggio in nave nell'Oceano Pacifico nel 1849, dove Adam Ewing viene lentamente avvelenato dal dottor Henry Goose. Si passa poi al 1936 in Scozia, dove Robert Frobisher lavora come assistente del famoso compositore Vyvyan Ayrs. Nel 1973 troviamo la reporter Luisa Rey impegnata in un'inchiesta pericolosa su una centrale nucleare. Negli anni 2012, l'editore Timothy Cavendish si ritrova intrappolato in una casa di riposo. Nel 2144, nella distopica Neo-Seoul, la clona Sonmi-451 si ribella al sistema che la schiavizza. Infine, in un futuro remoto post-apocalittico, Zachry deve affrontare le proprie paure per salvare la sua gente. Quello che rende Cloud Atlas unico è la scelta di far interpretare agli stessi attori ruoli diversi in epoche diverse. Tom Hanks passa da essere il perfido dottor Goose nel 1849 a un rozzo scrittore nel 2012, fino a diventare Zachry nel futuro post-apocalittico.

Halle Berry è una vittima sacrificale, poi diventa la giornalista Luisa Rey e infine la saggia Meronym. Hugo Weaving interpreta una serie di antagonisti attraverso i secoli, mentre Jim Broadbent passa da capitano di nave a compositore snob fino all'indimenticabile editore Cavendish. Anche attori come Jim Sturgess, Susan Sarandon, Hugh Grant e la coreana Bae Doo-na attraversano le epoche con make-up e protesi che a volte trasformano completamente i loro lineamenti. Il film si divide equamente tra i tre registi: le storie ambientate nel 1936, nel 1973 e nel 2012 sono state dirette da Tom Tykwer, mentre le Wachowski si sono occupati degli episodi del 1849, del 2144 e del futuro post-apocalittico.

Questa divisione si sente nella messa in scena: Tykwer porta il suo approccio più intimista ed europeo, mentre i Wachowski non rinunciano agli effetti speciali spettacolari e alle sequenze d'azione mozzafiato, soprattutto nella Neo-Seoul cyberpunk. Alla sua uscita, Cloud Atlas ha diviso critica e pubblico. Alcuni lo hanno considerato un capolavoro visionario, altri un esperimento pretenzioso e confuso. Il film costò circa 100 milioni di dollari ma non ebbe un grande successo al botteghino, recuperando appena i costi di produzione. In Italia uscì il 10 gennaio 2013 distribuito da Eagle Pictures. Ricevette una nomination ai Golden Globes 2013, ma venne sostanzialmente ignorato dagli Oscar, a parte alcune candidature tecniche. Eppure, con il passare degli anni, Cloud Atlas ha conquistato lo status di cult.

È un film che richiede attenzione, impegno, disponibilità a lasciarsi trasportare da una narrazione che rompe tutti gli schemi convenzionali. Non è un'opera per tutti: la sua durata considerevole (172 minuti in alcune versioni) e la sua struttura complessa possono risultare ostiche. Ma per chi accetta di immergersi nel suo universo stratificato, offre un'esperienza cinematografica unica, una riflessione profonda sui temi della libertà, dell'oppressione, dell'amore che supera il tempo e sulla capacità delle nostre azioni di cambiare il futuro. Oggi Cloud Atlas continua a trovare nuovi spettatori disposti a dedicargli il tempo necessario per apprezzarne la portata. Perché in fondo, come dice uno dei personaggi del film, "la nostra vita non ci appartiene. Dalla culla alla tomba, siamo legati agli altri, passati e presenti. E da ogni crimine e da ogni gentilezza generiamo il nostro futuro".

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