FILM

Sta per arrivare il John Wick in versione giapponese. E ci sarà anche Keenu Reeves

Keanu Reeves presterà la sua voce al protagonista di Hidari, atteso lungometraggio d'azione nipponico incentrato sulla figura del mitico scultore Jingoro.

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Il cinema d'azione orientale sta per fondersi con una delle icone più amate di Hollywood in un esperimento visivo senza precedenti. Durante l'ultima cornice del Festival di Cannes, è stata ufficializzata una notizia che ha immediatamente acceso l'entusiasmo dei cinefili e degli appassionati di cultura nipponica. Keanu Reeves ha firmato per interpretare il ruolo principale in Hidari, un lungometraggio animato che promette di ridefinire i confini del genere grazie a una combinazione unica di artigianato e ultraviolenza coreografica. La pellicola non sarà un tradizionale live-action ricco di computer grafica, ma un ambizioso progetto in stop-motion totalmente incentrato sulle dinamiche brutali dei combattimenti tra samurai. L'opera viene già descritta dagli addetti ai lavori come una sorta di versione feudale e giapponese della celebre saga di John Wick, dove la precisione millimetrica dei movimenti sostituisce le armi da fuoco.

L'attore canadese non è affatto nuovo alle suggestioni del Sol Levante, avendo già manifestato in passato un legame profondo con l'immaginario dei guerrieri orientali, sia attraverso produzioni occidentali come 47 Ronin sia incorporando le arti marziali nella stessa tetralogia del suo celebre killer cinematografico. La scelta di abbracciare la tecnica dell'animazione a passo uno dimostra la volontà di esplorare territori cinematografici alternativi e di forte impatto autoriale. La produzione ha svelato che la star hollywoodiana darà voce e personalità al protagonista della storia, un antieroe tormentato che si muove in un Giappone medievale oscuro e privo di pietà.

Il regista Masashi Kawamura

Il ritorno del samurai tra legno e sangue

La regia di questa imponente epopea visiva è stata affidata a Masashi Kawamura, mente creativa che ha deciso di rielaborare una delle figure storiche e mitologiche più affascinanti della tradizione asiatica. Il racconto si ispira liberamente alle leggende che circondano Jingoro Hidari, un leggendario scultore del legno vissuto nel periodo Edo, a cui la tradizione popolare attribuisce la paternità di opere d'arte così realistiche da prendere vita. Nella rilettura cinematografica orchestrata da Kawamura, la componente puramente artistica si trasforma in un brutale racconto di vendetta e sopravvivenza. Il protagonista si ritrova privato del braccio destro a causa di un tradimento e decide di sostituire l'arto mancante con una sofisticata protesi meccanica di legno, modificata per ospitare lame letali e ingegnosi meccanismi da combattimento.

Il parallelismo con le avventure di Baba Yaga emerge con forza nella struttura narrativa, dove un singolo uomo si lancia in una caccia spietata contro un intero clan di potenti nemici. I primi dettagli emersi dallo sviluppo evidenziano una cura maniacale per i dettagli visivi. Le marionette utilizzate per le riprese mantengono le venature e le imperfezioni del legno grezzo, una scelta estetica deliberata per restituire un senso di fisicità e pesantezza a ogni fendente e a ogni goccia di sangue simulata. Il ritmo dei duelli promette di essere frenetico, distaccandosi dalla staticità spesso associata all'animazione classica per sposare la fluidità dinamica del cinema d'azione contemporaneo.

L'evoluzione artigianale dell'azione

Il coinvolgimento di una figura del calibro di Keanu Reeves garantisce al progetto una risonanza internazionale immediata, sollevando l'attenzione dei distributori globali verso un mercato spesso considerato di nicchia. Lo stesso interprete ha espresso parole di profonda ammirazione per il lavoro del team di sviluppo, definendo la sceneggiatura straordinaria e sottolineando il potenziale dell'opera di offrire qualcosa di mai visto prima sui grandi schermi mondiali. Il film si propone di superare i limiti fisici degli attori in carne e ossa, sfruttando la libertà concessa dalla stop-motion per coreografare scontri all'arma bianca che sarebbero impossibili da replicare senza un massiccio aiuto della controfigura digitale.

La commistione tra elementi storici reali e suggestioni tipiche del genere fantasy e steampunk, come le protesi meccaniche nel diciassettesimo secolo, contribuisce a creare un'atmosfera unica e magnetica. Il pubblico si troverà immerso in un universo neo-noir dove l'onore dei samurai si scontra con la cruda realtà della corruzione e della violenza feudale. La lavorazione richiede tempi lunghi a causa della complessità intrinseca della tecnica d'animazione scelta, dove ogni singolo secondo di girato necessita di ore di posizionamento millimetrico dei modelli. Gli investitori dietro l'operazione sono convinti che il risultato finale saprà intercettare sia gli amanti del cinema asiatico sia la vasta platea cresciuta con le moderne saghe d'azione occidentali.

Un legame mai spezzato con il Sol Levante

L'annuncio arrivato da Cannes rappresenta il culmine di un percorso di ricerca artistica che Reeves porta avanti da decenni. La star non ha mai nascosto la sua predilezione per i registi orientali e per le filosofie marziali, elementi che hanno profondamente influenzato le sue scelte professionali fin dai tempi della trilogia di Matrix. Questo nuovo capitolo della sua carriera si inserisce in una tendenza cinematografica recente che vede i grandi nomi dell'industria americana collaborare attivamente con studi di produzione indipendenti asiatici, unendo i capitali e la visibilità occidentale all'artigianalità e all'originalità orientale.

La pellicola si preannuncia come un viaggio sensoriale violento, poetico e visivamente sbalorditivo. Gli appassionati dovranno attendere il completamento delle lunghe fasi di animazione prima di poter ammirare l'opera compiuta nelle sale cinematografiche, ma le premesse gettate durante la presentazione ufficiale indicano che l'attesa sarà ampiamente ripagata da uno spettacolo senza precedenti nel panorama dell'animazione globale.

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