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Star Trek, William Shatner pronto a tornare nel ruolo del Capitano Kirk, ma a una condizione

William Shatner rompe il silenzio: a 95 anni il mitico Capitano Kirk è pronto a tornare in Star Trek

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Esiste un limite biologico alla nostalgia fantascientifica? Se lo chiedete a Hollywood, la risposta è un secco no. Se lo chiedete a William Shatner, la risposta dipende dalla profondità della sceneggiatura.

Nel 2026, anno in cui il franchise cinematografico e televisivo di Star Trek spegne la bellezza di sessanta candeline sulla torta della cultura pop, l’eterno volto del Capitano James T. Kirk ha festeggiato un traguardo ancora più impressionante: novantacinque anni su questo pianeta. Ma l'idea di rimettersi al timone della USS Enterprise non sembra affatto spaventarlo.

La possibile evoluzione del Capitano Kirk

Intervistato da TV Insider, Shatner ha affrontato con la sua sferzante ironia l'ipotesi di un ritorno nell'universo creato da Gene Roddenberry. Superata la barriera del "denaro" (motivazione onesta che l'attore canadese non si è premurato di nascondere), la vera sfida risiede nella riscrittura psicologica del comandante più celebre della Flotta Stellare.

William Shatner nel ruolo del Capitano Kirk in Star Trek (Paramount Pictures)

Il leggendario capitano non sarà più forse l'audace e scattante cowboy dello spazio degli anni Sessanta, ma potrebbe essersi trasformato in un leader d'esperienza, con la complessità di un uomo che ha vissuto quasi un secolo.

L'attore ha ipotizzato un Kirk speculare alla sua attuale condizione umana, un militare che non ha perso l'istinto per la battaglia ma che ha finalmente imparato l'arte della moderazione.

"Più a lungo ho interpretato Kirk, più mi è stato permesso di aggiungere sfumature al personaggio", ha spiegato l'attore. "C'è una sorta di attenuazione di tutti quegli alti e bassi di atteggiamento che arriva con l'età, a differenza dell'aggressività tipica della giovinezza. Anche a 95 anni, penso che Kirk sarebbe un ottimo comandante di un'astronave capace di guerra e di pace".

Ma come sanno perfettamente i puristi, James T. Kirk ha trovato la morte (piuttosto controversa) sul grande schermo nel lontano 1994, in Star Trek Generations. Da allora, Shatner ha orbitato attorno al franchise solo attraverso romanzi, videogiochi e cortometraggi collaterali, mentre i vari tentativi di reintegrarlo attivamente (prima in Star Trek: Enterprise e più recentemente nei corridoi di Strange New Worlds) si sono sistematicamente arenati a causa di vincoli narrativi o produttivi.

L'unico appiglio narrativo credibile è stato seminato di recente dagli autori della terza stagione di Star Trek: Picard, dove si rivelava che i resti mortali di Kirk sono custoditi in un sito segreto della Flotta Stellare sotto il nome in codice di "Progetto Fenice". Un espediente perfetto per una resurrezione fantascientifica in piena regola, se solo la produzione trovasse il coraggio (e il budget) per imbastire l'operazione.

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