Stranger Things 5: l'episodio del coming out di Will ha il rating peggiore di sempre su IMDb
L'episodio 7 di Stranger Things 5 con il coming out di Will è il peggio valutato su IMDb con 5.4/10. Review bombing o problemi di scrittura? Analisi della controversia.
La quinta e ultima stagione di Stranger Things si è trasformata in un campo di battaglia digitale. Dopo il rilascio del secondo volume il 25 dicembre, la serie Netflix è stata travolta da una valanga di recensioni negative che hanno fatto crollare il punteggio su Rotten Tomatoes dal 70% al 56%, un dato che stride violentemente con le stagioni precedenti: la quarta viaggiava all'89%, la terza all'86%, mentre le prime due superavano il 90%.
Al centro della tempesta c'è l'episodio 7 che ora detiene un primato amaro: è diventato l'episodio peggio valutato dell'intera serie su IMDb, con un punteggio di appena 5.4 su 10. Per capire l'anomalia di questo dato basta un confronto: nessun altro episodio della serie scende sotto il 7.8, mentre la maggior parte oscilla tra 8.6 e 9.2. Ma c'è un altro numero che racconta la portata del fenomeno: oltre 96mila utenti hanno lasciato una recensione per l'episodio, mentre gli altri episodi della stagione raramente superano le 50mila valutazioni.
Il momento che ha acceso la miccia è una scena in cui Will Byers, interpretato da Noah Schnapp, fa coming out come gay davanti ai suoi amici. Succede nel penultimo episodio, mentre il gruppo di Hawkins si prepara ad affrontare Vecna, il grande antagonista del Sottosopra. Will pronuncia un lungo monologo in cui si apre sulla sua identità, un momento che l'attore stesso ha definito emotivamente devastante.
Schnapp ha raccontato a Variety di essere scoppiato in lacrime quando ha letto la scena per la prima volta. Le riprese sono durate quasi 24 ore, e l'attore ha sottolineato quanto il cast sia stato generoso e rispettoso in quella giornata. "Non dimenticherò mai quanto siano stati di supporto", ha dichiarato. La scena, tra l'altro, rispecchia il percorso personale dello stesso Schnapp, che ha fatto coming out pubblicamente.
Eppure, quella che doveva essere una celebrazione è diventata un pretesto per quello che viene definito "review bombing", ovvero la pratica di inondare una piattaforma di voti negativi coordinati. Non è un fenomeno nuovo: da Star Wars a Il Signore degli Anelli - Gli Anelli del Potere, passando per Bridgerton, attori e produzioni di grandi franchise devono ormai fare i conti con ondate di razzismo, sessismo e omofobia sui social media. Alcuni studi hollywoodiani hanno persino istituito focus group specializzati e bootcamp sui social media per preparare gli attori a questo tipo di aggressioni.
Ma la questione è più complessa di quanto sembri. Molti spettatori hanno precisato di non avere alcun problema con la sessualità di Will, che del resto era stata allusa fin dalla prima stagione. Le critiche più articolate si sono concentrate sulla qualità della scrittura: esposizione goffa, ritmo lento, sviluppo dei personaggi insufficiente.
Resta da capire se si tratti di una genuina insoddisfazione per la direzione narrativa della serie o di una campagna organizzata da frange intolleranti del fandom. Probabilmente, come spesso accade, la verità sta nel mezzo: esistono problemi di scrittura legittimi, ma questi sono stati amplificati e strumentalizzati da chi vede in ogni rappresentazione LGBTQ+ un'agenda forzata.