Stranger Things 5: perché Joyce è ormai diventata un personaggio invisibile, ma il finale può ancora salvarla
Stranger Things 5: analisi del declino narrativo di Joyce Byers. Da protagonista della prima stagione a comparsa, il personaggio di Winona Ryder merita un finale migliore.
Mentre Stranger Things 5 si avvia verso il suo epilogo definitivo, con la seconda parte della stagione finale che ha riunito tutto il gruppo di Hawkins per l'ultimo confronto con Vecna, emerge un problema narrativo che i fan più attenti hanno iniziato a notare: Joyce Byers, interpretata da Winona Ryder, è diventata praticamente una comparsa nella serie che, in un certo senso, aveva contribuito a rilanciare la sua carriera. Da protagonista assoluta della prima stagione a personaggio secondario senza una direzione chiara, la parabola di Joyce solleva interrogativi sulla gestione dei personaggi adulti in una serie che ha visto i suoi giovani protagonisti crescere e occupare sempre più spazio narrativo.
Ma è con la quinta stagione che il problema è diventato evidente. Nella prima parte, Joyce si è limitata a fare da madre iperprotettiva per Will, restando ai margini mentre altri personaggi assumevano ruoli più attivi nei piani del gruppo. Persino il suo breve confronto con Vecna e un Demogorgon è risultato sottotono, specialmente se paragonato alla scena in cui Karen Wheeler combatte ferocemente un Demogorgone per proteggere Holly. Una scena che, per contrasto, ha evidenziato quanto Joyce sia stata marginalizzata.
Non si tratta solo di giustizia narrativa verso un personaggio, ma anche di rispetto per un'attrice del calibro di Winona Ryder, che ha prestato a Joyce profondità emotiva e credibilità. Sarebbe un peccato che una serie così attenta ai dettagli e così capace di intrecciare storie complesse chiudesse i battenti lasciando uno dei suoi personaggi fondativi in secondo piano, senza un arco narrativo soddisfacente nella stagione finale.