Stranger Things 5, Sadie Sink parla della problematica scena con Holly: "Sembrava l'episodio di un podcast"
Sadie Sink commenta la controversa scena di Stranger Things 5 in cui Max si ferma a parlare con Holly invece di fuggire da Vecna.
di Alba Rossi
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La quinta e ultima stagione di Stranger Things ha diviso il pubblico su molti fronti, ma c'è una scena in particolare che ha scatenato reazioni contrastanti sui social media: il momento in cui Max Mayfield, dopo essere rimasta intrappolata per un tempo interminabile nella prigione mentale di Vecna, finalmente ha l'opportunità di fuggire. Eppure, invece di correre verso la libertà, si ferma per una lunga conversazione con Holly Wheeler. Una scelta narrativa che ha generato meme, parodie e più di qualche perplessità tra i fan della serie dei fratelli Duffer.
La franchezza della Sink nel riconoscere quello che molti spettatori hanno sentito è rara nel mondo delle interviste promozionali, dove gli attori tendono a difendere ogni scelta creativa. Il fatto che proprio lei, la protagonista della sequenza, condivida la stessa frustrazione dei fan dimostra quanto quella scena abbia diviso anche chi l'ha realizzata. Il tempo che Max impiega risulta particolarmente evidente considerando quanto a lungo sia rimasta intrappolata e dopo i numerosi tentativi falliti di liberarsi dalla morsa psichica di Vecna.
In quel dialogo, Holly confessa anche la vergogna che prova per essere rimasta immobile mentre i suoi cari venivano attaccati nelle prime puntate della quinta stagione. Un peso che solo una bambina costretta a crescere troppo in fretta, in un mondo che dovrebbe essere fatto di giochi e innocenza, può sentire con quella intensità. Max, che di traumi ne ha attraversati più di chiunque altro nella serie, diventa la guida emotiva di cui Holly necessita per credere in sé stessa.
Questo momento di connessione emotiva avrà infatti un payoff concreto nel finale di serie. Holly, rafforzata dalle parole di Max, sarà in grado di prendere il controllo della situazione e guidare i suoi coetanei in salvo, lontano dalla minaccia di Vecna. Un arco narrativo che richiede proprio quella pausa, quel respiro drammatico che nella visione immediata può apparire come un rallentamento eccessivo.