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Sulla scia del nuovo film di Spider-Man, su Prime Video è in tendenza il film sottovalutato del 2014

Il film sottovalutato di Spider-Man del 2014 su Prime Video: costume iconico, azione spettacolare e la vera essenza di Peter Parker emergono dal caos.

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The Amazing Spider-Man 2, in tendenza attualmente su Prime Video, è diventato nel tempo l'esempio perfetto di cosa succede quando uno studio cinematografico mette le mani su una visione autoriale, stravolgendola fino a renderla irriconoscibile. Uscito nel 2014 tra aspettative altissime e sogni di un universo cinematografico espanso, il sequel diretto da Marc Webb è stato accolto come un disastro, il colpo finale a quella che doveva essere una nuova era per l'Uomo Ragno sul grande schermo. Eppure, undici anni dopo, qualcosa è cambiato. I fan hanno iniziato a guardare questo film con occhi diversi, meno severi, più curiosi. Non si tratta di rivalutarlo come un capolavoro incompreso, sia chiaro.

The Amazing Spider-Man 2 rimane un film profondamente difettoso, segnato da scelte narrative discutibili e da un montaggio che tradisce l'ingerenza dello studio. Ma sotto quella superficie frammentata si nascondono elementi di valore, momenti di pura magia Spider-Man che meritano di essere riconosciuti e celebrati.vLa storia travagliata di questo sequel è nota agli appassionati: gran parte della visione originale di Webb fu tagliata, modificata, riassemblata per fare spazio a esigenze di franchise che poco avevano a che fare con la narrazione organica del film. Il regista, che aveva dimostrato il suo talento nel costruire relazioni autentiche con il romantico 500 Days of Summer, si trovò a combattere una battaglia persa in partenza. Il risultato fu un prodotto ibrido, in cui brillavano lampi del suo cinema accanto a scene evidentemente imposte dall'alto.

Eppure, quando la visione di Webb emerge dal caos, il film spicca il volo. Le sequenze d'azione sono probabilmente tra le migliori mai realizzate per un film di Spider-Man. La coreografia è dinamica, i movimenti dell'Uomo Ragno sono fluidi e naturali, esattamente come ci si aspetterebbe leggendo le pagine di un fumetto. Andrew Garfield porta sullo schermo una fisicità unica: longilineo, agile, quasi felino nei suoi movimenti, incarna perfettamente l'idea di un ragazzo morso da un ragno radioattivo.vLa battaglia in Times Square contro Electro rappresenta un picco di spettacolarità visiva. Il modo in cui Spider-Man schiva gli attacchi elettrici, la famosa sequenza del "senso di ragno" che anticipa ogni movimento, la fluidità con cui si muove tra le auto volanti e i detriti: tutto contribuisce a creare un'esperienza viscerale che ancora oggi regge il confronto con produzioni più recenti. La stessa cosa vale per gli scontri nella centrale elettrica e nella torre dell'orologio, dove l'uso dello spazio tridimensionale e la verticalità degli ambienti vengono sfruttati al massimo.

Ma c'è un altro elemento che ha conquistato i fan negli anni: il costume. Per molto tempo, la tuta di The Amazing Spider-Man 2 è stata considerata la migliore trasposizione cinematografica dell'iconico costume fumettistico. Gli occhi grandi e bianchi, fedeli al design originale, conferiscono al personaggio un'aria amichevole e al tempo stesso iconica. I colori vividi si sposano perfettamente con la fotografia del film, creando un effetto quasi da fumetto animato. Fino all'arrivo del recente costume di Spider-Man: Brand New Day, questa versione ha regnato sovrana nell'immaginario collettivo come la più riuscita in assoluto. Dietro le quinte sonore del film si nasconde un'altra sorpresa di qualità. Quando James Horner, compositore del primo capitolo, non tornò per il sequel, Sony chiamò nientemeno che Hans Zimmer, affiancato da un collettivo di musicisti noto come the Magnificent Six.

Il risultato è una colonna sonora che osa, che rompe con la tradizione orchestrale pura per abbracciare contaminazioni elettroniche, quasi dubstep, nelle scene che coinvolgono Electro. Ma forse l'aspetto più importante, quello che salva il film anche nei suoi momenti più deboli, è che The Amazing Spider-Man 2 comprende profondamente chi è Peter Parker. Lo spirito del personaggio pulsa in ogni frame, soprattutto nel montaggio iniziale che mostra l'eroe al lavoro per le strade di New York. C'è una scena in particolare che racchiude l'essenza di Spider-Man meglio di tante altre: quando interviene per salvare un ragazzino dai bulli che vogliono distruggere il suo progetto scientifico. Non si limita a spaventare gli aggressori: ripara il progetto del bambino, lo complimenta per il suo lavoro, lo accompagna a casa. È un gesto piccolo, umano, che definisce perfettamente cosa significhi essere l'Amichevole Uomo Ragno di quartiere.

Dodici anni dopo la sua uscita, The Amazing Spider-Man 2 rimane un caso di studio affascinante: un film che avrebbe potuto essere qualcosa di speciale, se solo gli avessero permesso di esserlo. Le cicatrici delle ingerenze produttive sono evidenti, ma non riescono a cancellare completamente i meriti di chi ci ha lavorato con passione. Marc Webb ha pagato un prezzo alto per un fallimento che in gran parte non era suo, portando sulle spalle colpe che appartenevano a decisioni prese nei piani alti della Sony. Oggi, sulla scia di Spider-Man: Brand New Day, possiamo guardare questo sequel con maggiore obiettività. Non è necessario fingere che sia un capolavoro, ma è giusto riconoscere che contiene elementi di eccellenza che meritano di essere ricordati e apprezzati.

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