The Last of Us 3 sta ignorando un personaggio chiave del secondo videogioco: perché è un problema
Danny Ramirez lascia The Last of Us 3 per conflitti con il MCU: il ruolo di Manny passerà a Jorge Lendeborg Jr., ma il recast di un personaggio cruciale per la storia di Abby arriva in un momento delicato per la serie.
The Last of Us non sta attraversando il momento più sereno della sua storia. La seconda stagione ha diviso profondamente il pubblico, con il finale che ha registrato il 55% di spettatori in meno rispetto all'ultima puntata della prima stagione. Neil Druckmann, co-creatore della serie e dei videogiochi originali, ha abbandonato il progetto per concentrarsi su Naughty Dog e sul nuovo gioco Intergalactic: The Heretic Prophet. E adesso arriva un'altra notizia che non contribuisce a rassicurare i fan più fedeli: Danny Ramirez non tornerà nei panni di Manny nella terza stagione, e il personaggio verrà affidato a un altro attore. Il sostituto scelto da HBO è Jorge Lendeborg Jr., noto per la saga di Spider-Man, con le riprese previste per la primavera del 2026 e l'uscita attesa per il 2027.
Chi è Manny e perché la sua assenza è un problema narrativo
Manny Alvarez è apparso nella seconda stagione in soli quattro episodi, e questo potrebbe indurre a sottovalutare il suo peso nel racconto. Sarebbe un errore. Nel videogioco The Last of Us Part II, Manny è una delle figure centrali nella storia di Abby: ex membro delle Fireflies, poi soldato del Washington Liberation Front, è l'amico più vicino ad Abby nel corso dell'intero arco narrativo che occupa la seconda metà del gioco. La terza stagione di The Last of Us sarà incentrata quasi interamente sulla prospettiva di Abby, interpretata da Kaitlyn Dever, con gli eventi di Seattle e il conflitto tra il WLF e i Serafiti come sfondo principale. In questo contesto, Manny non è un personaggio secondario di contorno: è il compagno di Abby nel momento più importante della sua storia, il punto di riferimento emotivo di una protagonista che in questa stagione dovrà portare il peso dell'intera narrazione.
Perdere la continuità attoriale su un personaggio del genere, proprio nella stagione in cui dovrebbe avere il suo spazio maggiore, è una complicazione reale. Non tecnica, ma narrativa: il legame tra Abby e Manny, costruito nella seconda stagione con Ramirez, andrà ricostruito con un volto nuovo, in un momento in cui la serie ha già difficoltà a mantenere la fiducia di parte del suo pubblico.Perché Ramirez lascia: il conflitto Marvel
Il motivo dell'uscita di Danny Ramirez non è un dissidio creativo né una scelta volontaria di abbandonare il progetto. È semplicemente un problema di calendario, con il MCU che si prende la priorità. Ramirez è il nuovo Falcon nell'universo Marvel, avendo ereditato il ruolo da Anthony Mackie in Captain America: Brave New World, e i suoi impegni futuri con il franchise, inclusi i progetti legati ad Avengers: Secret Wars, si sovrappongono alle riprese della terza stagione di The Last of Us previste per la primavera del 2026. HBO ha confermato ufficialmente l'uscita citando "conflitti di programmazione" senza entrare nei dettagli, e la produzione ha deciso di procedere con il recast invece di modificare i tempi di produzione.
Jorge Lendeborg Jr.: il nuovo Manny
Jorge Lendeborg Jr. prende il posto di Ramirez con un curriculum che include il ruolo di Jason Ionello in Spider-Man: Homecoming e Far From Home, oltre alla serie Wu-Tang: An American Saga. Come Ramirez prima di lui, viene quindi dall'universo Marvel, una coincidenza curiosa che non è passata inosservata online. Lendeborg ha una presenza scenica solida e si è dimostrato capace di reggere ruoli di supporto in produzioni di alto profilo. La vera domanda non è se sia un attore valido, ma quanto peso abbia la continuità attoriale in un personaggio che nella seconda stagione aveva già stabilito una dinamica precisa con Kaitlyn Dever.
Clea DuVall e i Serafiti: l'ingresso che promette
Parallelamente al recast di Manny, la terza stagione accoglie Clea DuVall, attrice con un curriculum che spazia da Argo a Better Call Saul, da The Handmaid's Tale ad American Horror Story: Asylum. DuVall interpreterà un personaggio dei Serafiti, la setta religiosa antagonista del WLF nel videogioco. I dettagli sul ruolo sono al momento riservati, ma la sua presenza segnala un'espansione significativa della mitologia dei Serafiti nell'adattamento televisivo, confermando che la terza stagione ha in programma di affrontare il conflitto tra le due fazioni in modo più approfondito di quanto la seconda stagione abbia fatto con la storia di Abby.
La stagione conclusiva sotto la guida di Craig Mazin
La terza stagione di The Last of Us sarà guidata da Craig Mazin come unico showrunner, dopo il passo indietro di Druckmann. Il CEO di HBO Casey Bloys ha lasciato intendere che questa potrebbe essere la stagione finale della serie, precisando però che la decisione ultima spetta a Mazin. Il materiale di partenza, ovvero la seconda metà di The Last of Us Part II, esaurisce il canone videoludico disponibile, e una quarta stagione richiederebbe materiale originale o l'attesa di nuovi sviluppi dalla saga di Naughty Dog. Con un recast importante, l'assenza di Druckmann e un'audience in calo da gestire, Mazin si trova davanti a un compito non semplice: convincere il pubblico che la storia di Abby, quella che nel gioco ha spaccato in due i fan, vale la pena di essere seguita fino in fondo.