Un film che nessuno aveva visto al cinema, ora sta conquistando Prime Video (in ben 15 Paesi)
MR-9: Do or Die ha incassato solo 109 mila dollari al cinema ma ora domina le classifiche di Prime Video in 15 paesi. La storia di un improbabile successo streaming.
Nel catalogo di Prime Video, sta emergendo una storia che sfida ogni logica dell'industria dell'intrattenimento. MR-9: Do or Die, un film che nel 2023 ha raccolto appena 109.706 dollari al botteghino mondiale, si sta trasformando in un fenomeno inaspettato sulla piattaforma, conquistando le classifiche in oltre quindici paesi dell'America Latina. Secondo i dati di FlixPatrol, il film diretto da Asif Akbar occupa attualmente la terza posizione nelle classifiche di ben 15 Paesi.
La sceneggiatura, scritta dallo stesso Akbar insieme a Nazim Ud Daula e Abdul Aziz, segue le vicende di Masud Rana, interpretato da ABM Sumon, considerato la migliore spia del BCI, l'agenzia di intelligence del Bangladesh. Un personaggio che molti definiscono come una potenziale alternativa a James Bond, capace di portare sullo schermo l'adrenalina dello spionaggio con una prospettiva culturale completamente diversa.
Su Rotten Tomatoes il film conta una sola recensione professionale, insufficiente per generare un punteggio critico ufficiale. Il pubblico che ha voluto esprimere la propria opinione ha assegnato alla pellicola un 58% sul Popcornmeter, un risultato che la colloca in una zona grigia, né entusiasta né devastante. Questo solleva una domanda affascinante: come può un film praticamente ignorato dalla critica e fallito commercialmente trovare un pubblico così vasto sulle piattaforme streaming? La risposta potrebbe risiedere in diversi fattori. Primo, l'algoritmo di Prime Video potrebbe aver identificato nel film caratteristiche appetibili per specifici segmenti di pubblico latino-americano.
Le piattaforme streaming hanno creato una seconda possibilità, talvolta persino una prima vera opportunità, per opere che per vari motivi non hanno trovato spazio nelle sale cinematografiche. In un'epoca in cui i costi promozionali per una distribuzione teatrale possono superare il budget produttivo di un film indipendente, lo streaming offre un'alternativa più democratica e potenzialmente più duratura.