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Una rapina alla metro di New York, in questo film su Netflix con Wesley Snipes e Woody Harrelson

Analisi del film action con Wesley Snipes e Woody Harrelson che rapinano il treno blindato della metro di New York.

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Nelle viscere della Grande Mela, tra binari arrugginiti e stazioni affollate, corre un convoglio che pochi conoscono ma che trasporta un tesoro quotidiano. Si chiama Money Train, il treno blindato che raccoglie gli incassi delle biglietterie della metropolitana newyorkese. Ed è proprio attorno a questo obiettivo apparentemente inviolabile che ruota l'action movie del 1995, disponibile su Netflix, diretto da Joseph Ruben, un film che ha provato a cavalcare l'onda del buddy cop movie mescolandolo con l'heist thriller, con risultati alterni ma con un cast che oggi vale la pena riscoprire. Wesley Snipes e Woody Harrelson sono John e Charlie, fratelli adottivi che lavorano come agenti della polizia metropolitana sotto copertura. Il loro compito è infiltrarsi tra la folla che ogni giorno attraversa le stazioni della subway, mascherati da cittadini qualunque per stanare borseggiatori, scippatori e piccoli criminali. Una vita di adrenalina e rischio, ma anche di routine. Almeno finché Charlie, il più irrequieto dei due, non inizia a guardare quel treno blindato con occhi diversi.

Charlie è un giocatore compulsivo, uno di quelli che non riescono a stare lontani dalle carte e dalle scommesse. I debiti si accumulano, la pressione sale, e quando hai una banda di creditori che ti respira sul collo, anche le idee più folli cominciano a sembrare sensate. Come rapinare il Money Train, per esempio. Un convoglio che nessuno ha mai osato toccare, protetto da agenti speciali e da un sistema di sicurezza che dovrebbe renderlo impenetrabile. Ma Charlie è Charlie: insofferente alle regole, perennemente in bilico tra il coraggio e l'incoscienza. John, il fratello più responsabile, cerca di fermarlo. Conosce Charlie meglio di chiunque altro, sa riconoscere quella luce pericolosa nei suoi occhi quando sta per fare una cazzata. Ma come si fa a tenere a bada qualcuno che ha sempre vissuto al limite?

La tensione tra i due si amplifica quando entra in scena Grace Santiago, interpretata da una giovanissima Jennifer Lopez in quello che era ancora uno dei suoi primi ruoli cinematografici. Grace è una collega, e naturalmente entrambi i fratelli si sentono attratti da lei. Il triangolo si complica, le dinamiche cambiano, e il film inserisce una componente romantica che però non riesce mai davvero a decollare. Il vero cuore pulsante di Money Train resta l'azione. Siamo nel pieno degli anni Novanta, l'epoca d'oro delle buddy cop story dove bastava mettere insieme due attori carismatici con chimiche opposte, aggiungere esplosioni, inseguimenti e battute al vetriolo, e il gioco era fatto. Il film di Ruben tenta questa formula, ma incontra qualche ostacolo lungo la strada.

La sceneggiatura, firmata da Doug Richardson e David Loughery, alterna momenti di tensione genuina a dialoghi che non sempre reggono il peso dell'ironia che vorrebbero portare. Eppure il film ha i suoi momenti. Le sequenze d'azione nella metropolitana, con i due protagonisti che si muovono tra vagoni e banchine, hanno un ritmo serrato. La fotografia di John Lindley cattura l'ambiente sotterraneo con una certa efficacia, tra luci al neon e ombre che giocano sui volti. E poi c'è il finale, ambientato durante i festeggiamenti di Capodanno, quando la città esplode di folla e confusione e tutto precipita in un crescendo di tensione che ricorda, forse troppo da vicino, altri film dell'epoca come Strange Days.

Money Train non è mai stato un capolavoro. Le recensioni all'uscita furono tiepide, e anche il pubblico italiano, che vide il film nell'aprile del 1996, non ne fu entusiasta. Eppure, col senno di poi, questo action movie ha qualcosa che vale la pena recuperare: la nostalgia per un cinema diretto, senza troppe pretese, dove l'importante era vedere due star carismatiche fare casino in grande stile. Wesley Snipes era nel pieno della sua ascesa come action hero, reduce dal successo di Demolition Man e in procinto di diventare Blade. Woody Harrelson, dal canto suo, alternava ruoli drammatici a personaggi sopra le righe, portando sempre quella verve leggermente anarchica che lo contraddistingue. Vederli insieme è un piccolo piacere colpevole, anche quando la sceneggiatura non li aiuta quanto dovrebbe.

La metropolitana di New York è un personaggio a sé in questo film. Sporca, pericolosa, affascinante. Un labirinto sotterraneo dove ogni giorno transitano milioni di persone, ognuna con la propria storia. E in mezzo a tutto questo caos, due fratelli che devono scegliere tra la legge e la sopravvivenza, tra la lealtà reciproca e il richiamo del denaro facile. Non è filosofia, è cinema popolare. Ma a volte, proprio in quel cinema senza troppe ambizioni, si nasconde il ritratto più onesto di un'epoca.

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