Hanno destato un certo scalpore le parole di Billy Eichner, il protagonista della commedia romantica con al centro due uomini gay diretta da Nicholas Stoller intitolata Bros. L’attore, in maniera un po’ passivo-aggressiva, ha commentato il magro botteghino ottenuto dalla pellicola nel primo fine settimana di permanenza nelle sale addossando la colpa al pubblico eterosessuale che, soprattutto in alcune zone degli Stati Uniti, non è andato al cinema a vedere Bros (ECCO TUTTI I DETTAGLI).

Come vi abbiamo spiegato anche noi di BadTaste nella puntata di ieri di Bad & Breakfast, la nostra rassegna stampa quotidiana su Twitch, se una pellicola incassa solo 4.8 milioni di dollari nonostante la presenza in 3350 cinema in realtà vuol dire che è stato ignorato a prescindere dal pubblico e da tutti i vari sotto-segmenti in cui possiamo suddividere questa categoria.

Variety ha analizzato, per punti, perché Bros abbia floppato in maniera così pesante. E no, non ha a che vedere con quello che il pubblico etero è andato a vedere nei cinema.

Bros non ha star di richiamo nel cast

I due protagonisti del film, Billy Eichner e Luke Macfarlane, non sono nomi di particolare richiamo per il grande pubblico e il loro star power è pressoché assente. Un elemento, questo, che in un frangente in cui il cinema si sta, molto lentamente, riprendendo durante una pandemia non ancora terminata, è di fondamentale importanza per emergere al box-office per tutti quei progetti che non sono cinecomic o horror. Non è un caso che Ticket to paradise, già uscito in svariati mercati internazionali e non negli USA, abbia già incassato quasi 46 milioni di dollari (via Box Office Mojo) perché, evidentemente, i nomi di George Clooney e Julia Roberts riescono ancora a catalizzare le attenzioni, e le banconote, del pubblico pagante.

bros Billy Eichner

Il marketing “sbagliato”

Variety scrive che, forse, spingere Bros fin dai primi comunicati stampa come “una delle prime commedie romantiche prodotte da una major a proporre un cast quasi interamente composto da persone 2SLGBTQIA+” potrebbe essere stato decisamente controproducente. Vendere a tutti i costi la pellicola come un progetto capace di “infrangere il tetto di cristallo” di chissà quale pregiudizio, potrebbe aver contribuito a dare l’impressione alle persone di doverlo vedere come una specie di “compito per casa”, una sorta di cosa da fare per un qualche obbligo morale. Molti analisti del settore sono convinti che la Universal abbia spinto troppo sulla questione del dover vedere – e vendere – il film per ragioni d’inclusività senza dare peso agli elementi narrativi di una commedia che, a quanto pare, è peraltro molto, molto valida e ben fatta. Da nessuna parte è stato citato il fatto che si tratta di un film dei realizzatori di Non mi scaricare (Forgetting Sarah Marshall) e Cattivi Vicini.

La concorrenza di titoli forti in streaming e i recenti passi falsi di Judd Apatow

In aggiunta al fatto che, tradizionalmente, il mese di ottobre non è particolarmente adatto al lancio di commedie romantiche, specie quando poi in contemporanea c’è anche un horror come Smile (LEGGI LA RECENSIONE) che ha avuto delle performance superiori alle aspettative, mentre Bros arrivava nelle sale americane, il pubblico aveva anche delle alternative di enorme peso sulle varie piattaforme streaming.

Su Disney Plus è arrivato Hocus Pocus 2, su Netflix Blonde e Mostro: La storia di Jeffrey Dahmer. Titoli che potrebbero aver distolto le attenzioni dal titolo Universal.

Oltre a tutto questo, negli ultimi anni Judd Apatow, il produttore di Bros che, in passato, ha diretto o prodotto commedie di enorme successo commerciale (e anche critico) pare aver perso il suo tocco magico.

Tornando alla questione iniziale e alle “accuse” fatte da Billy Eichner va comunque detto che in alcune zone degli Stati Uniti sono stati segnalati degli incidenti. In Georga, lo sceneggiatore del film avrebbe visto un gruppo di uomini intenti a fare battute omofobe sul poster del film dove un uomo mette la sua mano sul sedere di un altro uomo. Le parole di Eichner affidate a Twitter hanno poi risvegliato troll di ogni tipo. Cosa, questa, che ha spinto l’attore a voler twittare su Bros ogni giorno.

Resta da vedere se il voler continuare a cavalcare la polemica possa davvero servire a risollevare le sorti commerciali del film.

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FONTE: Variety, Deadline

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