In Italia non ci possiamo lamentare. Tenet, la nuova importante opera di Christopher Nolan, è arrivata su quasi 700 schermi lungo tutto lo stivale, riuscendo a coprire gran parte del territorio. Ovviamente c’è qualche eccezione, come quella poi sanata di Ancona, ma eccezionale è anche la situazione che stiamo vivendo.

Secondo i dati il 65% dei cinema di tutto il mondo sono aperti in questi giorni. Un dato interpretabile in entrambi i versi: come un segno di ottimismo (bicchiere mezzo pieno) o di un’industria che fatica a riprendere confidenza con il pubblico, aprendo poco più della metà degli esercizi.

Certamente la ripartenza non è semplice e va considerata anche la capacità limitata delle sale, per via del distanziamento sociale, che comporta margini di guadagno decisamente minori. È inevitabile, in una situazione del genere, un continuo interloquire tra esercizio e pubblico. Noi l’abbiamo fatto, ve l’abbiamo raccontato durante la serata all’Arcadia di Melzo. Tenet non è un film qualunque, ma un blockbuster che si porta dietro il peso di una stagione. La scelta da parte della Warner Bros di insistere sull’uscita esclusiva al cinema è come un razzo segnalatore sparato in un cielo buio. L’industria è in attesa di vedere se questa luce riceverà risposta o se resterà inascoltata.

Box office

I primi dati però sono incoraggianti. Il box office italiano sembra avere ripreso il cammino. Ma soprattutto si stanno registrando negli Stati Uniti delle espressioni di sostegno da parte degli appassionati degne dell’uscita di un nuovo cellulare. Se infatti la musica può vantare fan in piedi per ore e giorni in attesa del concerto, se l’industria tech vede code chilometriche all’apertura degli store, il cinema in questi giorni sta facendo viaggiare l’America. O una piccola parte, per lo meno.

Tenet

Per potere vedere l’ultima fatica di Nolan infatti molti appassionati che vivono negli stati Americani più colpiti dalle chiusure, stanno infatti prendendo l’aereo per voli in giornata di molti chilometri, andata e ritorno. Dalla California ad Austin, tre ore di volo al costo di $220. Tyler Tompkins è stato intervistato da Variety per questa sua coraggiosa e costosa impresa:

Vedrò il film tre ore dopo essere atterrato. Questo è l’unico scopo del viaggio. I miei amici pensano che sia pazzo a fare tutti questi chilometri per vederlo. Ma voglio supportare il film e farei di tutto per vederlo

I viaggi per vedere Tenet si stanno diffondendo in tutti gli Stati Uniti a partire da New York, la California e il New Jersey, importanti mercati per i film che attualmente rimangono chiusi o fortemente contingentati. 

Un banco di prova

Queste storie, sotto un velo di simpatia e di grottesca bizzarria, nascondono un’importante dilemma che potrebbe decidere la distribuzione dei prossimi anni. La release di Tenet, dalla prospettiva degli esercenti cinematografici, sarà una sorta di referendum popolare sulle future release. Sulla base del risultato ottenuto dal film di Christopher Nolan potrebbero trovare il “coraggio” altre case di distribuzione.

Il successo e il sostegno popolare potrebbero riaffermare il ruolo della sala come elemento centrale e indispensabile per la fruizione. Diversamente, il messaggio potrebbe essere recepito come un via libera alle nuove forme di distribuzione del prodotto filmico. Tenet, sia come temi sia come impostazione narrativa, mira a interagire (e fare interagire) il pubblico.

La visione ripetuta e collettiva è prerequisito per la riuscita del film che, con la sua struttura temporale, parla in fondo del cinema stesso. Tenet è stato girato interamente con cineprese IMAX. Il banco di prova è anche per questo formato di esperienza cinematografica premium. Visto il crescente successo negli anni, lo schermo “gigante” potrebbe soppiantare il grande schermo molto più rapidamente di quello che ci si sarebbe aspettati senza il Covid-19.

E voi quanti chilometri avete fatto o farete per andare a vedere Tenet? Qual è il vostro record di distanza per vedere un film? Fatecelo sapere nei commenti!

Fonte: Variety