Douglas Trumbull, uno dei precursori dei moderni effetti speciali, riceverà il premio alla carriera Urania d’Argento durante la diciottesima edizione del Trieste Science + Fiction Festival e, per l’occasione, ha tenuto una masterclass in cui ha parlato della sua visione del cinema e di quello che pensa sarà il futuro del settore.

Ad anticipare l’incontro con il pubblico dell’evento cinematografico l’interessante documentario Trumbull Land, diretto da Grégory Wallet, in cui si celebra l’incredibile lavoro compiuto dall’artista partendo dall’incredibile collaborazione con Stanley Kubrick in occasione di 2001: Odissea nello spazio, passando per i successi di Incontri ravvicinati del terzo tipo e Blade Runner, e ricordando anche la creazione del suo Silent Running e la complicata esperienza vissuta in occasione del suo progetto Brainstorm, segnato dalla tragica morte prematura dell’attrice Natalie Wood, grande amica del filmmaker. Trumbull, inoltre, nel film introduce il suo prossimo progetto: riportare il mondo del cinema a un alto livello di spettacolarità, sfruttando l’avanzamento tecnologico per immergersi totalmente nella finzione creata per il grande schermo, e al centro dell’incontro con gli appassionati giunti al Teatro Miela per scoprire le sue idee innovative.

Trumbull ha parlato inizialmente dell’esperienza compiuta con il film To the Moon and the Beyond, proiettato a New York sulla cupola di un planetario, scelta che rendeva la visione un’esperienza davvero unica e in parte fonte di ispirazione per lo sviluppo di una tecnica che permetta, grazie a un audio migliore, a dimensioni più grandi dello schermo, e all’aumento di frame rate di creare così un’illusione potente di trovarsi di fronte alla realtà durante le proiezioni delle opere. I nuovi computer e strumenti permettono infatti di creare degli effetti speciali incredibilmente foto-realistici, provando così a raggiungere l’obiettivo di offrire una percezione visiva nuova che dia vita a una reale trasformazione dell’industria. Il regista ha ricordato che quando aveva solo 10 anni ha visto il suo primo film in Cinerama, tecnica che sfruttava delle riprese realizzate con tre lenti, e cinquanta anni dopo, secondo Trumbull, purtroppo non c’è ancora un’esperienza simile a quella sviluppata in quel periodo.

La carriera di Douglas Trumbull è stata segnata dalla realizzazione del capolavoro di Kubrick e sul palco del festival ha ricordato:

Si è trattato di un’esperienza che mi ha trasformato perché mi ha portato a pensare che lavorare nel cinema sarebbe stato sempre come quanto avvenuto sul set di 2001: Odissea nello spazio, ma mi ero purtroppo sbagliato.

Dopo l’esperienza con Kubrick Trumbull ha esordito alla regia con Silent Running, un film che il suo autore definisce “convenzionale” sotto ogni aspetto, non avendo nessun elemento tecnologico innovativo perché, per sua stessa ammissione, semplicemente stava imparando come realizzare un film.
Il successivo Brainstorm, invece, era stato ideato con lo scopo innovare il settore, aumentando la frequenza dei fotogrammi:

Per me è stato una vera delusione rendermi conto che era davvero difficile convincere le persone dell’industria cinematografica a cambiare le tecniche utilizzate fino a quel momento, come l’utilizzo del 35mm e i 24 fotogrammi al secondo.

Dopo quell’esperienza negativa Trumbull si è concesso una pausa e solo dopo molti anni ha deciso di ricominciare a provare a innovare il cinema, affrontando un cambiamento avvenuto con l’avvento del formato digitale. Il filmmaker ha trascorso molto tempo studiando la struttura delle sale e le varie tipologie degli schermi, ideando una tecnologia chiamata MAGI, (da Magic) che sfrutta uno schermo profondamente curvo a struttura emisferica e un’altissima risoluzione per migliorare il campo visivo degli spettatori, regalando un’incredibile profondità all’immagine. Il maestro degli effetti visivi ha dichiarato:

La chiave per il futuro del cinema è cambiare la natura delle sale cinematografiche. Uno degli aspetti più importanti è creare dei posti che pongano tutti gli spettatori al centro della visione, rendendola particolarmente confortevole.

Una delle esperienze che gli hanno permesso di delineare una possibile soluzione per cambiare radicalmente l’esperienza degli spettatori è stata quella del breve film legato a Ritorno al Futuro creato per i parchi di divertimento della Universal, in cui i fan potevano ritrovarsi a bordo dell’iconica automobile mostrata nel film cult. Il progetto ha fruttato ben 2 miliardi di dollari di guadagno dopo 16 anni di permanenza nelle tre location in cui era stata installata e il suo ideatore ha spiegato:

Il progetto mi ha convinto che il cinema possa diventare partecipativo, stimolante, divertente e immersivo.

Il nuovo prototipo di cinema ideale si chiama quindi Magi Pod ed è un prefabbricato, una struttura dai costi contenuti, in grado persino di creare degli spazi di socializzazione esteticamente più attraenti grazie alla struttura sferica che sulla superficie esterna permette di vedere un’anteprima di quanto viene proiettato all’interno e crea dei corridoi tra una sala e l’altra più confortevoli.
Le produzioni, inoltre, potranno essere realizzate con un budget sempre più basso grazie all’utilizzo della “produzione virtuale” che sfrutta lo schermo verde per inserire gli attori in qualsiasi ambiente o situazione. Uno degli esempi mostrati da Trumbull è Lightship transformation, un film sci-fi epico girato semplicemente con due attori seduti su alcune sedie e con a disposizione dei controlli, elementi scenografici necessari a ricostruire l’interno di una nave spaziale, inserendo poi digitalmente tutto il resto, compresi gli spettacolari incontri con gli alieni. Il progetto è stato ideato per dimostrare ai registi e ai responsabili degli studios che esiste un modo nuovo, diverso, economico ed avanzato tecnologicamente per realizzare lungometraggi, e al tempo stesso aumentare i profitti attirando più persone nelle sale.
Oltre a creare delle esperienze totalmente immersive, Trumbull è convinto che si debba iniziare a pensare in modo più capillare e ampio ai modi in cui sfruttare una proprietà intellettuale, prevedendo fin dalle prime fasi dello sviluppo in che modo raccontare la storia attraverso film, serie, libri, attrazioni nei parchi tematici e le nuove frontiere della realtà virtuale, concludendo la sua masterclass ribadendo:

La tecnologia sta cambiando profondamente i modi di raccontare le storie e si devono sviluppare i contenuti in contemporanea con la tecnologia.