La recensione di I dannati, il film di Roberto Minervini presentato in Un certain regard a Cannes e subito in sala

Il vero ponte tra i documentari che Roberto Minervini ha fatto fino a oggi e I dannati, il suo primo film di finzione, è la prima scena. Un branco di lupi smembra una carcassa, un momento di quelli che avrebbero potuto aprire uno dei suoi documentari ma che è ambientata in un tempo che può essere solo di finzione: l’America del 1862, in piena guerra di secessione. La metafora è chiara a sufficienza, si può iniziare. Il film che seguirà, curiosamente, si pone esattamente nello stesso punto dello spettro tra documentario e finzione, degli altri. Cioè sia che parta per documentare, sia che parta per fare cinema di finzione, Minervini finisce sempre nel medesimo ibrido, vedendo il quale siamo consapevoli di quanto sia reale o artefatto, anche se l’impressione è di un’opera a metà tra i due.

Per tutto I dannati un plotone di soldati in marcia cammina, risolve piccoli problemi,...