Fare Joker 2 è una buona idea? Vi rendiamo partecipi di un dibattito interiore

joker
Joker 2
di Todd Phillips
al cinema

Certe volte basta solo una foto per infiammare il mondo. Nel caso di Joker è stata l’immagine della sceneggiatura del sequel Joker: Folie à deux (titolo provvisorio), postata da Todd Phillips sul suo profilo Instagram. Come prevedibile la notizia ha spaccato in due il pubblico. C’è chi aspetta con curiosità e fiducia il film. Altri sono preoccupati (“non potrà mai essere meglio del primo”) e altri amareggiati per il tradimento di quello che doveva essere un progetto one shot fuori dalla logica dei franchise.

Un dibattito interiore (ed esteriore) che coinvolge tutti, anche chi non ha particolarmente amato il primo capitolo. Vale la pena affrontarlo con ordine mettendo sul tavolo tutti i pro e i contro per capire se girare Joker 2 sia o meno una buona idea.

Pro: pecunia non olet, e meno male!

Effettivamente la domanda di partenza è mal posta. Tutti i film sono una buona idea, tutti hanno una ragione di esistere, di essere girati e di essere visti. Ed è impossibile giudicarli ancora prima del loro arrivo sul grande schermo. Ma questa, oltre ad essere una premessa necessaria, è anche un’ovvietà.

Allo stesso modo, anche fare un seguito di un film costato all’incirca 60 milioni che ha incassato più di un miliardo è un’ovvietà. Ed è ben più che lecito. Soprattutto però questo è quello che fanno gli studi cinematografici. Cercano di limitare le perdite e massimizzare i guadagni, così è la loro natura. Un colpo sicuro come il seguito di un film tanto amato (e premiato) non poteva restare nel caricatore. Andava sparato, prima o poi. Meglio quindi prima che poi, sarebbe stato peggio tra molti anni, giusto per lucrare su un po’ di nostalgia perdendo il “momento” creativo.

Ci si potrà fidare di Todd Phillips? Speriamo di sì, anche se il suo tentativo di replicare Una notte da leoni con il 2 non fu per nulla riuscito. Ma quelli erano altri tempi.

Contro: O muori da arthouse, o vivi tanto a lungo da diventare un sequel

È vero anche che l’intera campagna stampa del precedente Joker non aiuta a percepire questo sequel come naturale conseguenza. Per mesi Phoenix e Phillips si sono fatti vanto di quanto la loro opera fosse all’esterno del sistema. Addirittura in prossimità dell’uscita si accese un interminabile dibattito sulla qualità dei cinecomic che sconfinò sul loro diritto ad esistere come cinema d’arte o come semplice attrazione. Joker era diverso, dicevano, Joker era fatto attorno a un’idea autoconclusiva e, si leggeva tra le righe, non per sfruttare la popolarità del personaggio bensì per fare gran cinema!

Ora, con l’annuncio del sequel, gli anarchici filmmaker sono diventati tutto ciò che temevano: parte del sistema. È un male? Certo che no. Avrebbero potuto risparmiare tante polemiche? Ovviamente sì.

Joker 2 Folie à deux

Pro: c’è ancora tantissimo da raccontare su Joker

Un’origin story senza proseguimento ha senso di esistere? È come la nascita di un neonato e il suo primo giorno di vita. Bellissimo e magico, ma c’è molto altro davanti. 

Il finale è un cliffhanger. La sua ambiguità non lascia il protagonista nella migliore posizione possibile per proseguire la storia. Però si arriva al termine dopo un crescendo che lascia in sospeso tanto immaginario. Il suo futuro può essere di tutto: la fuga dall’ospedale psichiatrico, la rivoluzione, l’origine di Batman, l’incontro con un’aiutante. 

C’è tanto da esplorare sul dopo di Arthur Fleck, ma anche sul prima. Sarebbe stimolante continuare lo studio di personaggio con qualche flashback sulla sua infanzia. 

Contro: è una cattiva idea svelare se Joker è stato tutto vero o un costrutto della mente

Alla fine del film si scopre di avere avuto a che fare con un narratore inattendibile. È tutto successo veramente o solo nella folle immaginazione criminale? Un’ambiguità che ha alimentato le analisi e le teorie per molti mesi.

Un po’ come per il finale di Inception, dare una risposta definitiva a queste domande è dannoso oltre che superfluo. In questo caso un sequel che affronti e risolva gli eventi del finale rischia di indebolire di molto il peso del precedente film. 

Joaquin Phoenix Joker
Joaquin Phoenix

Pro: se Joaquin ci sta la sceneggiatura sarà buona

Joaquin Phoenix non ama i sequel. Non vuole firmare contratti che lo imprigionino su un personaggio per molto tempo e si riserva di scegliere di volta in volta il progetto a cui partecipare. Spesso si cita il fatto che fosse in lizza per interpretare Doctor Strange e l’abbia rifiutato proprio per questi motivi. Però per Joker è diverso, ha fatto un’eccezione, quindi la sceneggiatura deve essere una bomba!

In realtà, il paragone non regge totalmente. È diverso firmare un contratto vincolante per cinque film invece che partecipare a cinque film di uno stesso franchise scegliendoli di volta in volta… Ciò non toglie che, dato il suo potere di scelta, la presenza di Phoenix è una prova che l’attore crede molto nella storia e ha voglia di rimettere i panni dell’antieroe. 

Contro: si è perso tutto l’effetto a sorpresa

Joker era arrivato come un qualcosa di completamente diverso. Partiva da due film di Martin Scorsese: Taxi Driver e Re per una notte, ne faceva un mashup pop con il pagliaccio folle al posto di Robert De Niro. The Batman ha ricamato sullo stesso concetto, prendendo Seven come riferimento.

Joker: Folie à deux continuerà ad omaggiare classici del cinema? Non sarà affatto semplice sostituire quei due riferimenti con altri altrettanto validi ed evitare l’effetto di un esercizio di stile. Dobbiamo poi rassegnarci a vedere Arthur Fleck diventare un eroe tormentato con cui empatizzare e per cui tifare? Nel terzo atto tutto concorreva perché tifassimo per Arthur, salvo poi mettere in dubbio la correttezza di questo legame empatico. Però la storia è più o meno sempre quella: una società che opprime, il caos, il folle inconsapevolmente anarchico che libera la città mettendola a fuoco. 

Quanto ancora si potrà osservare il personaggio seguendo questa direzione senza renderlo parodia di se stesso? L’unica via è cambiare radicalmente direzione, ma è quello che vogliono fare?

Pro: il titolo è “Joker 2: disturbo psicotico condiviso”

La Folie a Deux è un disturbo psicotico condiviso. Una rara sindrome psichiatrica nella quale un sintomo di psicosi (spesso una convinzione delirante, di tipo paranoica) viene trasmessa da un individuo all’altro. Ci sono due idee azzeccate già dal sottotitolo.

La prima è che si continuerà l’analisi della psiche, la discesa nella follia e la diffusione, quasi contagiosa, delle idee più estreme. La seconda è che, evidentemente, Joker non sarà da solo. Che sia Harley Quinn, Batman, o la folla che già lo segue, viene da pensare che Todd Phillips costringerà il suo ingombrante personaggio a condividere la scena con altri. Questo può sicuramente cambiare le dinamiche per sorprendere ancora. 

Joker 2

Contro: quanti Batman e quanti Joker possiamo seguire contemporaneamente?

La DC è piena di personaggi affascinanti e in grado di reggere un film da soli. Sono innumerevoli i capolavori a fumetti da cui prendere spunto. Numerosi e ricchissimi sono anche i villain, che non vanno sottovalutati nella loro capacità di bucare lo schermo come Joker. Basta vedere il recente Riddler di Paul Dano.

Perché allora continuare a buttare fuori nuove (e vecchie) versioni degli stessi personaggi? C’è un’inflazione di Batman e Joker e, francamente, è difficile orientarsi se si vuole seguire la logica dietro ai molti progetti. Ci sarà Harley Quinn nel film? Probabilmente non quella di Margot Robbie. Ci sarà Batman? Probabilmente non quello di Ben Affleck né di Robert Pattinson. Salvo che la sceneggiatura non trovi un filo conduttore e una logica a queste interpretazioni dei personaggi che al momento sfugge.

In ogni caso: avrebbe senso unire mondi concepiti per essere autonomi? E ancora: avrebbe senso creare le ennesime versioni alternative? Più che la confusione che questo potrebbe generare il rischio è che si sabotino tutti a vicenda. Sarebbe ingiusto per tutti portare avanti in parallelo più versioni. A chi gioverebbe confrontare Barry Keoghan o Jared Leto con Joaquin Phoenix (insignito di Oscar). O Michael Keaton (che tornerà in Flash) con Robert Pattinson (o Ben Affleck che è ancora fresco nell’immaginario)?

E quindi Joker 2 s’ha da fare o no?

Arrivati fino a questo punto occorre trarre delle conclusioni. Che non arriveranno. Joker: Folie a Deux esiste, arriverà e sarà bello giudicarlo – magari vedendo i propri timori ribaltati – quando arriverà in sala. I dubbi però restano, ma c’è anche un modo per sfatare molti di essi. È un’ipotesi che si è fatta avanti in alcune discussioni nei forum di fan e che, per quanto improbabile, non è affatto male come idea.

Nei fumetti Joker non ha un’origine chiara, anzi ne ha una molteplicità e da qui deriva tutto il suo fascino misterioso. Allora il seguito della sua prima origin story potrebbe essere… una seconda storia di origini. Anche questa inattendibile. Anche questa raccontata da un uomo con la mente a pezzi. Magari di nome Jack Napier.

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