5 cose che rendono così fantastica la signora Maisel
La fantastica signora Maisel è una serie di resilienza, di donne moderne in mondi antichi e di un nuovo sogno americano
La fantastica signora Maisel ruota tutta attorno a un microfono. Miriam (Rachel Brosnahan) sale su un palco e da come lo sfiora si capisce come andrà la performance. Quell’oggetto è un amplificatore di una voce femminile che sembra venire dal 2000 costretta troppo a lungo nel silenzio degli anni ’60.
Sappiatelo, l’impatto sulla psiche per chi inizia a vederla è devastante: la serie insegna infatti a farsi guardare come la sua protagonista osserva il suo piccolo, grande, mondo. Così, anche chi è meno attento a queste cose (come chi vi scrive) inizia improvvisamente a ragionare così: prima si guardano i vestiti. Grande segnalatore della personalità di chi si ha davanti. Poi le piccole\grandi idiosincrasie degli interlocutori. Subito dopo il ritmo frenetico del discorso e solo alla fine si pensa a quello che si è sentito.
Una trasformazione che difficilmente si potrà vivere allo stesso modo in un'altra serie, ora che questa si avvia alla conclusione. Di Midge ce n'è una sola.
Una serie su una comica… che fa ridere!
Dicevamo che Midge Maisel spara parole a raffica. Riceve indietro un getto altrettanto potente. Dialoghi frenetici fino a sovrapporsi. È tutto ritmo, interpretazione, e ancora ritmo. Proprio come una battuta: non importa quello che si dice, quello che conta per strappare una risata è soprattutto come la si dice!
La fantastica signora Maisel rischiava di cadere nell’errore che potremmo chiamare “leggere ad alta voce le vignette divertenti non fa ridere”. In altri termini: scrivere un pezzo di stand up di finzione, in un contesto di finzione, è facile quando il personaggio deve fare fiasco in scena. Quando invece il numero funziona e il pubblico interno alla scena ride a crepapelle, anche il pubblico vero deve, per lo meno, sorridere.
E poi c’è Rachel Brosnahan, attrice con il dono pazzesco di misurare e aumentare o diminuire a piacimento la sua capacità di fare arrivare le battute (per di più scritte da altri e riprese sul set “a freddo”).
Una nuova donna con un nuovo sogno americano
Una casalinga ebrea, single, di New York sogna lo stesso sogno anticonformista dell'ex marito: diventare una stand-up comedian. Midge è ispirata all’attrice e comica Joan Rivers e Lenny Bruce è realmente esistito. La finzione può però deliziarci permettendo di sognare una donna di oggi, emancipata, in un’epoca antica. Una polveriera pronta ad esplodere, dall’aspetto elegante e dai modi posati.
La fantastica signora Maisel è piena di adrenalina “positiva”, di energia che può trasmettere, anche se ha un aspetto da calda serie da vedere per rilassarsi dopo una lunga giornata. Quando si capisce che quel microfono dà a Midge una voce per raccontare a modo suo la sua storia di donna single, il peso di ciò che viene amplificato attraverso quell’oggetto aumenta.
Tutta un’altra musica
Talvolta è come se al cinema ci fossero delle mode di utilizzo della stessa canzone. La si ascolta in un film e, nel giro di un paio d’anni, viene utilizzata ovunque. Ci sono poi tanti cliché musicali: un brano può inquadrare immediatamente un decennio. Una canzone triste ci commuove, quella felice serve per accompagnare il momento positivo. Che banalità!
Il sonoro è importante quasi quanto…
I costumi: dimmi come ti vesti e ti dirò che carattere hai
Si può guardare una serie solo per i costumi anche se, prima di allora, non ci si è mai interessati ai vestiti? Sì, perché in La fantastica signora Maisel ogni abito è un’esplosione di creatività. Sono un elemento che traccia una linea piuttosto netta, c’è chi è elegante, chi lo è a metà e chi non lo è. Questa apparente semplicità nel creare gruppi viene però compensata dalla capacità di costruire un parallelo tra ciò che è indossato e il carattere di chi lo veste.
Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei
Il quinto motivo per cui La fantastica signora Maisel è così speciale ci viene offerto dai comprimari. Inutile soffermarsi sulla profondità dello studio del personaggio che Rachel Brosnahan offre con la sua interpretazione. Intorno a lei ci sono però i già citati Susie e Joel, che le permettono duetti e le donano brio. Un passo più indietro ci sono Abraham e Rose, Moishe e Shirley che funzionano come personaggi delle sitcom.
Shy Baldwin, Lenny Bruce, Benjamin Ettenberg, Sophie Lennon sono così ben scritti che vanno a segnare un’intera stagione. Girano tutti intorno alla protagonista godendo di luce riflessa, ma sono in grado anche di dargliela in ritorno. Sono loro infatti che fanno cambiare Midge in maniera definitiva pur facendole mantenere il suo spirito giocoso e solare.
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