BadChronicles: Il Giappone e le sue anime d'acciaio, le origini di Mazinga
Si vola dall'altra parte del globo con il settimo appuntamento di BadChronicles per riservare il doveroso omaggio all'icona del Sol Levante: Mazinga
Classe 1971, ha iniziato a guardare i fumetti prima di leggerli. Ora è un lettore onnivoro anche se predilige fumetto italiano e manga. Scrive in terza persona non per arroganza ma sembrare serio.
Si vola dall'altra parte del globo per il settimo appuntamento di BadChronicles. Dopo un'americana, un'italiana e una francese, riserviamo il doveroso omaggio a un'icona del Sol Levante: Mazinga.
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Tetsujin 28 Go (1956 - 1966) di Mitsuteru Yokoyama[/caption]
La vera rivoluzione arriva nel 1972: su Shonen Jump di Shueisha appare Mazinger Z, pensato fin da subito per un adattamento anime, che infatti debutta nello stesso anno. Il corso del fumetto e dell'animazione internazionale cambiano per sempre. Il suo creatore è il giovane Go Nagai (1945), il padre del genere Mecha, che fa suoi contenuti già esistenti reinventandoli in varianti uniche e irresistibili. Il suo robot (terminato coniato da Karel Čapek nel 1920 per il suo dramma fantascientifico R.U.R. e derivato dal ceco “robota” ossia lavoro forzato), non è azionato con un dispositivo a distanza ma viene guidato internamente come un'automobile da Koji Kabuto che vi si aggancia attraverso un piccolo aeroscafo, il Pileder. Il suo autore lo ha concepito imbottigliato nel traffico claustrofobico di Tokyo, sognando un gigante artificiale che lo portasse lontano. Incarna la fusione tra uomo e macchina e il compromesso tra le due anime del Giappone da sempre in conflitto, una legata alla tradizione e l'altra proiettata al futuro. In Mazinga trovano finalmente la materia che le accomuna: l'acciaio delle armature dei samurai e del recente rilancio industriale.
Mazinga Z ed Elmo di antico Samurai[/caption]I nemici sono i mostri meccanici di un'antica e avanzatissima civiltà, Mikene. Il folle Doctor Hell (Dottor Inferno) se ne impossessa per i suoi sogni megalomani di conquista ma viene fermato dall'invenzione del collega Juzo Kabuto: la Lega Z. Nelle bozze doveva chiamarsi Energer Z, poi divenuto Iron Z e quindi Mazinger Z, da Ma-Jin (dio-demone). Può essere letto come la metafora dell'energia atomica che ha significato l'orrore della Seconda Guerra Mondiale e l'occasione di rinascita per la nazione, un potere smisurato che a seconda dell'uso può determinare irreparabilmente il destino dell'umanità. La solennità del tema è mediato dall'elemento comico fornito da Boss e dal suo Boss Borot e da quello sexy, rappresentato da Sayaka Yumi e dalla sua controparte tecnologica che evolve lungo gli episodi: Afrodite A, Diana A e Minerva X.
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Boss Borot e Diana A[/caption]
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Il Generale Nero e un esemplare del popolo dei Blemmi (da un'incisione del 1544)[/caption]
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Lo spirito del male Hardias e Bertran de Born (Gustave Doré)[/caption]
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Mazinkaiser (2001)[/caption]