BIF&ST 2026, giorno 7: c'è aria di premi e di dentisti malvagi
Premi, ospiti e grandi proiezioni al BIF&ST: da Su Maistu vincitore ai thriller restaurati, fino al nuovo film di Bradley Cooper e al concorso internazionale tra mistero e identità.
Il tempo dei verdetti al BIF&ST è appena cominciato ed è stato il concorso Per il Cinema Italiano a inaugurarlo ieri sera: la nutrita giuria composta da 25 giurati popolari (dieci di università e accademie, quindici selezionati tra le centinaia di richieste giunte), guidata dalla regista Alessandra Lancellotti, ha assegnato quattro premi e una menzione: miglior film a Su Maistu di Gianfranco Cabiddu, miglior regia a Margherita Laterza e Rosa Maietta per Caprilegio, miglior interpretazione maschile a Giulio Beranek e Malich Cissé per Cattiva strada (regia di Davide Angiuli), miglior interpretazione femminile a Barbara Bouchet per Finale: Allegro (regia di Emanuela Piovano), con menzione speciale per Tirrenica di Rosario Minervini.
Bradley Cooper si dà alla stand-up comedy
Nel corso della serata, che ha visto assegnare un premio onorario alla regista e produttrice Trudie Styler, è stato proiettato anche È l’ultima battuta?, il nuovo film da regista di Bradley Cooper, che racconta la fine di un matrimonio attraverso la scelta di un uomo (interpretato da Will Arnett) che decide di elaborare la sua nuova vita diventando uno stand-up comedian. Ne parleremo meglio in una recensione dedicata, ma ci preme ancora una volta sottolineare quanto diavolo sia brava Laura Dern, che nel film interpreta la moglie.
In mattinata, invece, c’è stata una magnifica proiezione: quella della versione restaurata di Il maratoneta, uno dei più grandi thriller degli anni ’70 – e quindi di tutti i tempi – diretto da John Schlesinger e interpretato da Dustin Hoffman e Laurence Olivier: la storia di un ragazzo immischiato, suo malgrado, in una vicenda di nazisti in fuga, diamanti e servizi segreti corrotti.
Dustin Hoffmann in un thriller d'epoca
Un film dall’intreccio infallibile, capace di creare una suspense degna del maestro dei maestri (Hitchcock), di lavorare sui dettagli in modo sopraffino e di sondare la paranoia che regnava in quegli anni complicati: e la sequenza del dentista, chi ha visto sa, non lascia indifferenti nemmeno dopo 50 anni, con spettatori che hanno lasciato le poltrone del Petruzzelli per la tensione.
BadTaste è media partner del BIF&ST: per non perdervi nulla sulla manifestazione, restate qui e seguiteci sui nostri social.