Borderlands Legendary Collection, follia e proiettili a portata di mano su Nintendo Switch | Speciale
Borderlands Legendary Collection porta su Nintendo Swtich buona parte della serie di Gearbox, in un pacchetto ideale per neofiti e fan della prima ora
L’accostamento tra gioco di ruolo e FPS, accompagnato da una scrittura tagliente e provocatoria, spesso fuori luogo, dissacrante, e proprio per questo irresistibile, ha forgiato un mondo folle, una sorta di apocalisse divertente, dove a un colpo di pistola si risponde con una battuta da B-movie, o alla peggio con una risata, incassando proiettili come anatroccoli al tiro a segno. Fantascienza in salsa western, Mad Max che incontra Starship Troopers, gli skateboard e i Gorillaz, come ci hanno confidato gli sviluppatori in una nostra recente intervista, con l’ironia di una barzelletta che non fa ridere, e che fa ridere proprio perché non fa ridere, e con uno stile inconfondibile il cui fascino resiste tranquillamente al peso degli anni.
Tutto questo è compresso nella Borderlands Legendary Collection, bundle che traghetta su Nintendo Switch il capitolo originale del 2009, il sequel del 2012, Borderlands 2, e il pre-sequel del 2014, Borderlands: The Pre-Sequel, appunto, compresi tutti quanti i DLC tranne Lilith e la battaglia per Sanctuary, pubblicato come ponte in vista di Borderlands 3. Un’edizione completa, una bibbia per tutti gli appassionati della saga e un’occasione eccezionale per chi vi si vuole avvicinare, per chi - magari - si è innamorato del terzo capitolo senza aver mai preso in mano gli episodi precedenti, o proprio per chi l’ha trascurato per le lacune costituite dalla storia pregressa.
Va detto, a questo proposito, che la trama di Borderlands non è mai stata il fiore all’occhiello della produzione. Non è da buttare, sia chiaro: la narrazione si lascia seguire, coinvolge, a tratti emoziona, fa ridere (fa ridere un sacco) e incuriosisce, tiene con il fiato sospeso non tanto per i suoi plot twist, alcuni davvero azzeccati, quanto per capire dove possa andare a parare, per godere della prossima strampalata idea uscita dal cappello degli sviluppatori. Sono i personaggi a essere memorabili (Claptrap su tutti, e chi dice il contrario ha un cuore di latta), a essere il vero gancio emotivo dell’esperienza ludica. Le ore passate a gonfiarne le statistiche, modificarne l’assetto da battaglia, scegliere la build più adatta, creano un feeling indissolubile con il vostro protagonista, e tutte le chiacchierate con lo sconfinato roster di contorno immergono in un’atmosfera surreale e indimenticabile.
Seppur non aggiungendo niente di nuovo, nessun contenuto esclusivo, nemmeno cosmetico, questo pacchetto mette a vostra disposizione oltre 100 ore di lore e frenesia, suddivise nei tre titoli descritti poco sopra, che possono diventare anche 200 abbondanti completando le missioni secondarie e le varie attività proposte, o forse anche di più. Un impressionante monte ore da giocare sia in modalità docked che in portabilità, con il piccolo schermo della Switch che riesce - come sempre - a donare quell’aura di novità ed esclusività anche a un titolo come il primo Borderlands che, dall’alto dei suoi 11 anni d’età, mostra qualche ruga e acciacco qui e lì.
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Se il Borderlands originale mostra i segni dell’età che avanza, pur invecchiando con un certo stile, il sequel e il pre-sequel non sembrano di questo avviso. Il cel-shading adottato per la serie, marchio riconoscibile dell’estetica dell’opera di Gearbox, maschera egregiamente modelli e texture sorpassate e, anche sul versante ludico, il gameplay e il gunplay non se la passano affatto male. Dal punto di vista prettamente tecnico, invece, tutti e tre i giochi girano a 30 fps ben saldi, a 1080p in modalità docked e a 720p in portatile.