Chrono Lupin III #8: Il Castello di Cagliostro
Il castello di Cagliostro porta molti cambiamenti nella caratterizzazione di Lupin
Carlo Alberto Montori nasce a Bologna all'età di 0 anni. Da allora si nutre di storie: lettore, spettatore, ascoltatore, attore, regista, scrittore.

Il secondo lungometraggio dedicato a Lupin III arriva nei cinema giapponesi nel dicembre 1979, a un anno esatto da La Pietra della Saggezza, ed è una tappa fondamentale dell'animazione nipponica in quanto segna l'esordio sul grande schermo di Hayao Miyazaki. Il film, prodotto con lo stesso budget del precedente, non raccoglie un risultato ugualmente soddisfacente al botteghino, anche se al debutto molti già lo considerano il miglior anime mai realizzato, e con il tempo diventerà un titolo cult di fama internazionale.
Monkey Punch, creatore del personaggio, apprezza molto Il castello di Cagliostro ma dichiara:
Il mio Lupin non avrebbe mai salvato Clarisse, io gliel'avrei fatta violentare.
Effettivamente questo lungometraggio animato è uno spartiacque nella produzione del ladro gentiluomo, tanto riuscito e affascinante (anche quarant'anni dopo) quanto poco fedele alla caratterizzazione originale. Miyazaki, infatti, approfitta di questa occasione per scrivere e dirigere un film molto personale, iniziando a sviluppare molti elementi della poetica che poi svilupperà all'interno dello Studio Ghibli. Cagliostro è una sintesi dell'estetica europea tanto cara al regista, omaggiata anche dalla FIAT 500 gialla del protagonista, a sostituire le vetture decisamente più vistose e ingombranti che era sempre stato solito guidare.
Il regista è consapevole di attuare un cambiamento drastico nel protagonista e lo dichiara esplicitamente: in un flashback, Lupin racconta delle prime scorribande, rendendo di fatto tutte le avventure della prima serie (quella "dalla giacca verde") qualcosa di antecedente, in cui il suo comportamento dissoluto è da considerarsi un peccato di gioventù; si tratta di un'operazione di alleggerimento con la quale dovranno fare i conti tutte le opere successive di Lupin III, visto che sarà impossibile ignorare un film tanto apprezzato e popolare in tutto il mondo.
Sono numerosi i virtuosismi tecnici, dagli scontri tra i poliziotti e le guardie di corte al magnifico finale tra gli ingranaggi della torre dell'orologio. Uno degli elementi che caratterizzano le sequenze d'azione e la fisica cartoonesca, che permette al protagonista di compiere azioni sovrumane saltando baratri di decine di metri, guidando una 500 su una parete verticale o nuotando nell'aria a bracciate; sono momenti surreali e divertenti, costruiti con eleganza, in modo da non sminuire l'epica delle scene in questione e rendendole anzi ancor più memorabili.
Sottolinea il tutto la colonna sonora composta da uno Yuji Ohno in stato di grazia, dopo aver creato solo un paio d'anni prima il caratteristico tema jazz per la seconda serie televisiva che diverrà un tratto distintivo del personaggio.
CHRONO LUPIN III:

