Dai comics al piccolo schermo: andata e ritorno - Preacher, gioie e dolori di un adattamento televisivo
Analizziamo assieme a voi la serie TV Preacher in riferimento al fumetto omonimo dalla quale è tratta e dall'adattamento operato di quest'ultimo
Da qualche settimana la serie TV Preacher ha fatto ritorno su AMC con la sua seconda stagione. Ispirata al fumetto di successo omonimo edito dalla Vertigo - sotto-etichetta della DC Comics - uscito a cavallo tra il 1995 e il 2000 e firmato dallo scrittore Garth Ennis e dal compianto artista Steve Dillon, Precher narra la storia del predicatore Jesse Custer, entrato in simbiosi con la potentissima entità Genesis - progenie nata da un rapporto tra un angelo e un demone - la quale gli conferisce il potere del "Verbo", che si traduce nella capacità di far fare ad altri uomini qualsiasi cosa comandi: deluso da ciò che Dio ha fatto del suo gregge e del fatto che il Signore abbia abbandonato il suo compito dandosi alla macchia, Jesse decide di mettersi sulle sue tracce, per scovarlo e potersi confrontare con lui.Preacher è però anche la storia di Tulip, donna dal passato tormentato e vero amore di Jesse, e di Cassidy, vampiro alcolista con più di un secolo di vita alle spalle, e del viaggio che questo trio decisamente sui generis compie attraverso l'America, tra mille insidie e avventure.
L'opera di Ennis e Dillon è uno dei fumetti più seminali e apprezzati degli anni Novanta, una pietra miliare della Nona Arte che ha saputo coniugare al meglio una storia dal contenuto contestualmente autoriale e commerciale, in grado di trattare in maniera piuttosto inedita temi importanti e complessi, come la religione, il sovrannaturale e la Storia stessa degli Stati Uniti d'America, il tutto calato in un'atmosfera ibrida e affascinante, che fondere al meglio ambientazioni sovrannaturali, western, action e d'avventura "on the road". Altro elemento topico del fumetto è quello di proporre una narrazione dinamica ed estremamente iconoclasta - se non eretica - che non rinuncia a uno humour molto british e dark al quale Ennis ha abituato molto bene i suoi lettori.Preacher è una storia di personaggi, e sulla caratterizzazione psico-attitudinale degli stessi fonda la sua intera storia; storia che affronta un argomento assai spinoso come la religione - in questo caso quella cristiana - in modo decisamente originale, avvincente e sovversivo, anni prima che questo tipo di "controcultura" divenisse di moda, come il successo del romanzo Il Codice Da Vinci (2003) di Dan Brown ha poi saputo attestare. Allo stesso tempo, l'opera di Ennis e Dillon - autori britannici - è una vera e propria lettera d'amore alla cultura popolare (e cinematografica) americana, come dimostra la presenza del "fantasma" di John Wayne, una sorta di "grillo parlante" per il protagonista, il personaggio noto come Santo degli Asssassini, evidentemente ispirato a quello interpretato da Clint Eastwood ne Gli Spietati, e alla funzione chiave che nella storia hanno location come la Monument Valley e la Missione di Alamo.
Oltre a trattare - in modo grottesco e irriverente - tematiche religiose "apocrife", come il lignaggio discendente da Gesù Cristo e Maria Maddalena, e la "caccia a Dio" di Jesse, Tulip e Cassidy, Preacher è un'opera che come poche altre racconta dell'identità e degli ideali americani, forse traditi in un'epoca moderna in cui la figura del cowboy diventa quella dell'eroe definitivo, l'unico in grado di salvare il salvabile, in una società anestetizzata e corrotta da più fattori, religione inclusa.
Ma sopra ogni cosa Preacher è una storia che come poche altre sa trattare temi archetipici come l'amicizia e l'amore, in una dinamica "a tre" molto complessa che lega indissolubilmente le vite di Jesse, Tulip e Cassidy.
La serie TV di Preacher, co-creata e sviluppata da Seth Rogen, Evan Goldberg e Sam Catlin, ha fatto il suo esordio nel 2016, dopo un intendo periodo di pre-produzione, proponendo una prodotto che, sin dal suo esordio, è stato sì apprezzato ma ha fatto anche molto discutere, specie i fan più puristi di questa storia. In effetti, la prima stagione dello show ha narrato una storia evidentemente ispirata all'opera originale, ma in chiave fortemente rivisitata, andando di fatto a dar vita a una sorta di prequel del fumetto. Gli showrunner hanno infatti preso la trama di Preacher "alla larga", oltre a modernizzarla per il XXI secolo.
Di contro, non si può dare completamente torto a chi si è lecitamente lamentato di una prima stagione dello show che è andata a decomprimere in maniera forse esagerata la storia originale, girando talvolta troppo su se stessa e "tradendo" un po' lo spirito originale del fumetto, fondato sul tema del viaggio. Di sicuro, ora che nella seconda stagione tale viaggio ha avuto inizio, non possiamo non riconoscere come lo show ne abbia beneficiato e nei tre episodi finora andati in onda abbiamo senza dubbio assistito a uno spettacolo più dinamico e avvincente, oltre che "canonico". A causa di questa dilatazione dei tempi narrativi, inoltre, la serie TV Preacher ha per ora mancato parzialmente alcuni dei temi fondanti dell'opera suddetti: se da un lato non è mancata una storia molto incentrata sui personaggi, oltre a contenuti adulti e divertenti che vanno dalla iconoclastia allo splatter più tarantiniano, dall'altro abbiamo finora troppa poca America, con tutto ciò che ne consegue. La sensazione è però quella che adesso lo show stia finalmente decollato, anche se non possiamo però sapere quanto questa evoluzione sia stata nei piani degli showrunner sin dal principio o se si tratti di una "correzione di rotta" scaturita dalle critiche alla prima stagione.
Infine, grandi lamentele sono giunte anche sul fronte del casting operato per la serie TV, con gli attori protagonisti forse non in grado di impersonare al meglio i personaggi del fumetto. Sorvolando sulle critiche derivanti dal fatto che Tulip è interpretata dall'attrice afroamericana Ruth Negga, mentre l'iterazione a fumetti della stessa è caucasica e bionda - onestamente, non si può dare alcun credito a tesi del genere, dal sapore vagamente razzista - è anche vero che le versioni televisive del trio di protagonisti di Preacher hanno una caratterizzazione abbastanza originale e parzialmente difforme dai loro corrispettivi originali. Per esempio, nel fumetto il fatto che Cassidy indossi sempre occhiali da sole ha una precisa motivazione che viene svelata nel corso della narrazione - tanto da dare a questo dettaglio una funzione molto simbolica, specie in funzione del finale della storia - che è stata sostanzialmente ignorata dai produttori della serie TV, senza alcuna spiegazione.