Dragon Ball FighterZ: abbiamo provato l’open beta su Nintendo Switch, anche con un controller GameCube
L’open beta ci ha dato la possibilità di vedere com’è Dragon Ball FighterZ su Nintendo Switch
Parliamo infatti di un picchiaduro molto tecnico, che ha bisogno di un frame rate granitico, una infrastruttura online solida e una precisione notevole nell’esecuzione delle combo. Per questa prima prova sul campo abbiamo preso in considerazione questi tre fattori, per capire le potenzialità della versione Nintendo Switch.
Dragon Ball FighterZ su Nintendo Switch gira a sessanta frame per secondo stabilissimi, il che ci porta all’analisi del secondo fattore: l’infrastruttura online. Abbiamo giocato svariate ore all’open beta riscontrando un filo comune in ognuna delle partite, ovvero l’impossibilità di giocare una partita in maniera del tutto fluida. Il problema di questa beta rispetto a quella PlayStation 4 è che è stato possibile solamente creare i ring, oppure sfidarsi nell’arena. Dovendo quindi appoggiarsi solo alle connessioni degli host (ovviamente italiani, in questo caso) e ai server dedicati per ogni paese, la prova a livello di solidità del network ne è uscita leggermente falsata. Mancava infatti la possibilità di disputare match non classificati o classificati con utenti casuali in tutto il mondo.
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Vegeta Super Sayan Blue era tra i personaggi disponibili nella beta per Nintendo Switch[/caption]
Concludiamo con un'analisi di quello che sarebbe potuto essere il vero punto debole della produzione: il giocare utilizzando i Joy-Con. La bella notizia è che Dragon Ball FighterZ in portabilità non è ingiocabile come immaginavo all’inizio. Certo, bisogna abituarsi, e sicuramente ha aiutato la memoria muscolare dello scrivente con il pad di PlayStation 4, ma si può parlare di inaffidabilità da parte dei mini controller. D’altra parte non si può di certo accumulare un buon numero di ore affidandosi solo al normale Joy-Con sinistro.
"Analogico e tasti digitali fanno entrambi fatica a restituire un’esperienza precisa per un giocatore dalla media in su"La mappatura dei comandi non ha handicap gravosi su Nintendo Switch, sia in portabilità che con il Joy-Con Grip, ma il vero problema è la mancanza di una croce direzionale degna di questo nome. Analogico e tasti digitali fanno infatti entrambi fatica a restituire un’esperienza precisa per un giocatore dalla media in su. L’analogico non devasta i polpastrelli, ma nell’eseguire le combo più basilari che vanno oltre le autocombo a tasto singolo capita non di rado di non riuscire a fare ciò che si ha in mente.
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Giocando su TV, o fissando intensamente lo schermo della console, si notano degli ovvi "impoverimenti" a livello grafico[/caption]
Qualora foste intenzionati a spendere molte ore in Dragon Ball FighterZ l’idea più giusta è quella di recuperare un Pro Controller. In alternativa, visto che l’impugnatura in sé non è scomoda in portabilità e con il Grip, potreste considerare di acquistare il Joy-Con sinistro prodotto da Hori che possiede una croce direzionale più classica. Per volontà di scienza abbiamo provato Dragon Ball FighterZ anche con un controller GameCube. Riconfigurando i comandi per renderli più simili allo schema di PlayStation 4 e Xbox One (il pulsante A è deputato all’attacco pesante, che nell’economia della memoria muscolare significa devastare ogni schema), questa potrebbe essere una soluzione percorribile nel caso possediate già l’adattatore e un controller del cubo indaco di Nintendo.