E3 2018, Microsoft torna all’attacco
Una conferenza scoppiettante e densa di sorprese: Microsoft conquista l’E3 con uno spettacolo finalmente all’altezza delle aspettative
Lorenzo Kobe Fazio gioca dai tempi del Master System. Scrive per importanti testate del settore da oltre una decina d'anni ed è co-autore del saggio "Teatro e Videogiochi. Dall'avatara agli avatar".
Dal drammatico e poco lucido cambio di rotta post-E3 2013, varato in fretta e furia per assecondare un’utenza tutt’altro che lungimirante, scottata da alcune delle feature (incomprese) che avrebbero dovuto rappresentare l’anima più intima di Xbox One, ad oggi, la casa di Redomond ha lavorato sotto traccia, ricomponendo lentamente i cocci, ritrovando il vigore perduto, architettando una coreografica rinascita in una forma un po’ diversa, radicata in un futuro lontano da device che avranno forma e funzionalità delle odierne console.
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Non conosciamo nemmeno il genere d’appartenenza di Halo Infinite, ma siamo già pronti a scommettere che lo ameremo alla follia[/caption]
Lo ha sottolineato a più riprese Phil Spencer, sul palco della conferenza di Microsoft, con tanto di ammiccante accenno alla futura Xbox, ribadendo più e più volte come la sua azienda si stia preoccupando di abbattere le barriere, eliminare il più possibile limiti e blocchi.
Una strategia estremamente stratificata, complessa, difficile da realizzare, che in questo E3 2018 si è arricchita di un’ulteriore tentacolo: il rinnovato interesse alla produzione di esclusive tramite studi second party.
È questo il vero annuncio bomba di Microsoft per l’E3 in corso, l’aver accolto sotto la sua ala protettiva Playground Games, responsabili della serie Forza Horizon; Compulsion Games, autori di We Happy Few; Undead Labs, da poco sotto le luci della ribalta grazie a State of Decay 2; The Initiative, neonata software house con base a Santa Monica; Ninja Theory, che nel curriculum vantano piccole e grandi perle quali Enslaved: Odyssey to the West e il più recente Hellblade: Senua's Sacrifice.
Forza Horizon 4 sembra già in formissima, Halo Infinite riporterà la saga alle sue origini, almeno sotto il profilo dell’art design, preoccupa lievemente il nuovo corso di Gears of War, conteso tra spin-off la cui qualità è tutta da verificare, e un Gears 5 sempre più distante dai toni (cupi e sanguinolenti) che caratterizzarono la prima trilogia. Nel novero delle prossime esclusive di un certo peso andrebbe annoverato anche Crackdown 3, non fosse che il breve trailer mostrato nel corso della conferenza ha messo già a nudo limiti e anacronismo di un progetto martoriato da continui cambi di direzione e ritardi a profusione.
Varrebbe la pena citare anche progetti più contenuti, esclusive dal minor richiamo come il DLC di Cuphead o il già citato We Happy Few, finalmente pronto a debuttare a tutti gli effetti il prossimo agosto, ma Microsoft ha deciso di lanciare un segnale anche sul fronte delle terze parti, chiamate a raduno sul palco della propria conferenza, sottolineando in tutti i modi che su Xbox One X ogni gioco avrà modo di esprimersi al meglio.
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Tra i graditi annunci, la conferma che Kingdom Hearts III debutterà anche su Xbox One[/caption]
Ricca di annunci, dai ritmi serrati, a suo modo sorprendente. Alla conferenza di Microsoft sono mancate solo due cose: un vero annuncio bomba, perché dei vari Halo e Gears of War, infondo, già lo sapevamo tutti; qualche video di gameplay in più.
Al contrario, dopo anni di rodaggio e riorganizzazione, Microsoft sta per iniziare a godere dei frutti della sua lenta e lunga riorganizzazione. E guarda caso, i principali beneficiari di tutto ciò saremo proprio noi videogiocatori.