eFootball potrebbe essere migliore, ma ha indubbie potenzialità | Speciale
Il debutto di eFootball non è stato dei migliori, ma la piattaforma di Konami ha del potenziale: basterà per contrastare l’ondata di meme?
Lorenzo Kobe Fazio gioca dai tempi del Master System. Scrive per importanti testate del settore da oltre una decina d'anni ed è co-autore del saggio "Teatro e Videogiochi. Dall'avatara agli avatar".
Quello della piattaforma di Konami, ad ogni modo, non è stato un esordio che lascia ben sperare. Dovessimo basarci sull’esperienza accumulata con Anthem, giusto per tirare fuori l’esempio più eclatante, potremmo già intonare il de profundis per l’esperimento del publisher giapponese, già marchiato con la lettera (o per meglio dire il numero) scarlatto nelle recensioni degli utenti su Metacritic, voti che ad oggi oscillano tra lo 0.2 e l’1.1.
La simulazione nipponica, di fatto, si pone in forte contrasto rispetto a FIFA 22 per quanto concerne il puro gameplay. Laddove Electronic Arts pone al centro l’atleta virtuale, eFootball fa ruotare qualsiasi cosa attorno alla palla. L’Unreal Engine 4, se ha qualche complicità nella tragicomica deformazione dei volti e dei corpi di Cristiano Ronaldo e compagnia bella, è certamente riuscito nell’intento di restituire alla sfera reazioni e movimenti assolutamente credibili, slegati da qualsiasi algoritmo preimpostato.
Saremmo di fronte al Santo Graal delle simulazioni calcistiche, la feature che scardinerebbe il sospetto di procedere in realtà su tanti sentieri preimpostati, posti l’uno di fianco all’altro, non fosse che la gestione dei modelli poligonali risulta goffa, macchinosa, gestita da un’I.A. che spesso e volentieri si dimostra limitata ed ancorata a costrizioni insormontabili.
Necessaria premessa: le intuizioni alla base del sistema responsabile del movimento di ogni giocatore sul campo sono figlie di fini intenditori di calcio, esperti determinati a regalare all’audience un’autentica simulazione del tutto sorda a qualsiasi influenza arcade.
Premere continuamente il trigger, senza carpirne appieno le conseguenze che ha sulla gestione del pallone, significa perdere continuamente il possesso, gettare all’aria occasioni da gol, sbagliare facili appoggi per i compagni.
Al tempo stesso, non a caso, anche chi si impegna a impedire il gol può sfruttare sia lo scatto, sia il contrasto, affidato al trigger sinistro, per difendere la porta. Anche in questa fase della partita, tuttavia, diventa fondamentale capire l’approccio tattico necessario per rendere la manovra efficace. Come nel calcio reale, in primis bisogna chiudere le linee di passaggio, fare scudo allo specchio della porta, creare separazione con il corpo tra l’avversario e la palla. Cercare la rubata automatica e rapida significa farsi saltare puntualmente, sebbene il contrasto aiuti e non poco ad infastidire ed impedire i movimenti dell’avversario.
Se nei contrasti la sfera mostra reazioni credibili, a discrezione dell’engine i corpi si piantano sul posto o rimbalzano in modo assolutamente surreale. Permane un fastidioso senso di pattinamento lungo tutto il campo. Nonostante i cambi di direzione della palla, gli atleti spesso e volentieri proseguono noncuranti sulle loro traiettorie preimpostate, impedendo persino al videogiocatore di modificarne l’andamento in qualsiasi modo. I compagni di squadra spesso non seguono la manovra, mentre l’I.A. avversaria si incaponisce in infruttuosi e folli passaggi corti a pochi metri dall’area piccola.
Giocando a eFootball si ha più volte la sensazione di avere a che fare con un mostro di Frankenstein: alcune cose puntano con decisione al futuro, altre sfigurerebbero persino una generazione di console addietro.
Se la gestione della palla ha del miracoloso, se le idee di design legate allo scatto e al contrasto evolvono il gameplay, i già citati bug grafici, un’I.A. limitata e diverse problematiche per quanto riguarda i movimenti dei modelli poligonali deturpano e mortificano un progetto che non può dirsi soddisfacente in termini prettamente ludici.
Difficile al momento prevedere il futuro della piattaforma. Tutto dipenderà dall’impegno di Konami, alla sua determinazione nel portare avanti il progetto, seguendo alla lettera il programma di aggiornamenti e potenziamenti promessi. Gli utenti, tra meme e recensioni su Metacritic, si sono già largamente espressi. Se si eviterà un nuovo Anthem, insomma, lo si dovrà solo alla testardaggine di Konami, consapevole di avere tra le mani una simulazione potenzialmente convincente, attualmente rotta e incompleta, risoluta a fare di tutto per ribaltare il giudizio dei fan.

