Final Fantasy VII Remake: facciamo luce sul controverso finale | Speciale
Final Fantasy VII Remake è riuscito a conquistare pubblico e critica, ma il finale ha creato controversie tra gli appassionati...
Questo concetto è applicabile anche al tanto criticato diciottesimo capitolo, che ha saputo dividere in due il pubblico e la critica, creando un vero spartiacque tra le due parti.
Per questo motivo, se non avete ancora finito la vostra prima run di Final Fantasy VII Remake, vi invitiamo a distogliere lo sguardo a partire da ora, per tornare a leggere questo speciale solamente a gioco completato.
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Convinti da Sephiroth a combattere contro un destino che, evidentemente, sembra intenzionato a portare Midgar sull'orlo del collasso, Cloud, Tifa, Barret, Aerith e Red XIII si scontrano quindi con la personificazione del Fato, riuscendo ad avere la meglio. Una volta rimossi i Numen dalla scacchiera, le avventure dei nostri eroi sono ora libere da qualsiasi sentiero tracciato e, per fare un esempio di stampo metanarrativo, non sono più obbligate a seguire quanto scritto dai narrative designer dell'opera datata 1997. Ci troviamo, a questo punto, in quella che sembra essere una Timeline alternativa del mondo di Final Fantasy VII, dove il futuro non è più prevedibile, ma incerto. Incerto come solo la vita sa essere.
Questo significa che i prossimi episodi di questa serie saranno completamente differenti da quanto visto in passato?
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Sarà quindi un viaggio interessante da seguire?
Questo non lo sappiamo e non lo sapremo sino a quando non avremo tra le mani il secondo capitolo di questa saga. Una saga che ha improvvisamente smesso di essere prevedibile, abbracciando a piene mani quanto affermato da Kitase negli scorsi mesi. Il director dell'opera del '97 e producer di questa nuova avventura, infatti, ha sempre insistito sul fatto che Final Fantasy VII Remake non sia, a tutti gli effetti, un remake, ma piuttosto una re-immaginazione del titolo uscito sulla prima PlayStation.
Perché Sephiroth sembra conoscere il proprio destino? Che si tratti di un Sephrioth proveniente da un'altra linea temporale? Questo spiegherebbe, in effetti, il design molto vicino a quello di Final Fantasy VII: Advent Children, con tanto di singola ala nera, ma al momento non abbiamo una risposta ufficiale.
Zack è davvero vivo, in un'altra dimensione? Dopotutto, nel filmato finale, vediamo come in un'altra linea temporale il mentore di Cloud sembri essere sopravvissuto ai tragici eventi di Final Fantasy VII: Crisis Core. Anche in questo caso, però, potrebbe essere tutto smentito nel prossimo capitolo, dato che vediamo Zack condurre il proprio "allievo" sul dirupo in direzione di Midgar: una location molto simile a quella della sua morte.
Come avrete capito, l'ultima opera targata Square presenta un finale estremamente complesso e dal potenziale pressoché sconfinato. Quel che è certo, comunque, è che tutte queste informazioni arrivano un po' troppo rapidamente, lasciando frastornato il giocatore che riuscirà ad assorbire gli eventi solo con il passare dei giorni.
Se siete tanto affezionati al Final Fantasy VII del 1997, dopotutto, lo potete scaricare per poco più di 10€ dal PlayStation Store.