Guardate Prospect, un piccolo film con grandi ambizioni
Prospect, disponibile su Prime Video, è uno di quei film che si meriterebbero una categoria a parte: una gemma nascosta che potrebbe non piacere a tutti
Uscito nel 2018 e rimasto in sala il tempo di uno starnuto, è arrivato su Prime Video, dove con ogni probabilità farà una manciata di visualizzazioni i primi giorni per poi finire dimenticato nel gran calderone delle opere che occupano spazio sui server di Amazon; è un vero peccato ma è per questo che siamo a provare a convincervi a dargli una chance e soprattutto a farvi capire se fa per voi o meno.

Prospect è un film di fantascienza fatto con pochi soldi, tante idee e una presa saldissima sul concetto di world building. Scritto e diretto da due debuttanti, Zeek Earl e Chris Caldwell (che a quanto ci risulta da allora sono ancora fermi al palo), è una storia piccola piccola ambientata in un universo grande grande e del quale vediamo solo alcuni sprazzi sullo sfondo. È un western spaziale, nello specifico una di quelle storie di “grande corsa all’oro” fatte di pionieri, esploratori, avidità spaziocapitalista e risorse che sembrano solo un modo per arricchirsi ma trascendono fino a diventare una ragione di vita, o una metafora di qualcosa di più grande.
La risorsa in questione è una perla, una gemma, non in senso qualitativo ma mineralogico: in un lontano e non specificato futuro l’umanità ha inventato il viaggio spaziale e ha scoperto una luna aliena sulla quale cresce una vegetazione altrettanto aliena e velenosissima, bizzarre piante carnose che custodiscono al loro interno gemme preziose che hanno fatto la fortuna dei primi coraggiosi che hanno sfidato il veleno per recuperarle. Prospect comincia negli ultimi giorni di questa corsa alla gemma aliena, quando la maggior parte dei depositi sono stati sfruttati e sulla luna rimangono qui e là sporadici giacimenti difficilissimi da scoprire e che diventano quindi il sogno proibito dei pochi coraggiosi che ancora vi si avventurano.

Questa storia di estrazioni pericolose e di criminali spaziali dal cuore d’oro viene raccontata con un’attenzione estrema al dettaglio e con un grande talento nel far intuire – senza mostrarlo per ragioni di tempo e di mezzi – che sullo sfondo c’è molto di più, e che il mondo di Prospect potrebbe diventare un universo narrativo ben più ampio.
E poi è un film di personaggi, o meglio di personaggio: se Pedro Pascal, Jay Duplass e il resto del cast di supporto sono più archetipi che vere persone, Sophie Thatcher è protagonista di un arco di crescita raccontato con poche efficaci pennellate, che la trasformano da adolescente con broncetto in vera e propria sopravvissuta; in questo aiuta sicuramente che lei per prima ci creda tantissimo e dia vita al personaggio di Cee con tutto il talento e la voglia di fare di una che è al suo primo film e ne vuole girare molti altri dopo di questo.
