I segreti della longevità di Fast & Furious
Cosa ha reso Fast & Furious un franchise cinematografico originale così longevo? Due aspetti intramontabili: legami forti e libertà
Due registi americani caucasici, due registi afroamericani e due registi asiatici. Decine e decine di attori ma un nucleo centrale solido come poche altre volte si è visto a Hollywood.
FAST & FURIOUS: IL SEGRETO DELLA LONGEVITÀ
Ma cosa lo rende così longevo e sempre così fresco? Sicuramente la spettacolarità e un cast a cui ormai il pubblico si è affezionato e che a turno può comprendere superstar come Vin Diesel, Jason Statham, Idris Elba, Charlize Theron e Dwayne Johnson. Presi individualmente, in carriera hanno dimostrato tutti di poter essere protagonisti. In Fast and Furious sono invece parte di un ingranaggio più grande, tant’è che mai una sola volta un singolo volto ha fatto da traino nei poster finali dei film. Ogni volta non ci sono mai meno di quattro volti nelle locandine appese ai muri dei cinema.
Ma non è solo questo, ci sono degli aspetti che toccano ripetutamente corde universali. Fast and Furious si è creato una sorta di comfort zone basata su due aspetti intramontabili: legami forti e libertà.
La caratteristica che li rende così affascinanti è la più intramontabile e desiderata che esista: il senso di libertà. Qualsiasi cosa venga proposta sullo schermo, e che sia naturalmente rilevante ai fini della trama, ha quell’inconfondibile sapore.
Per strada o più in generale negli spazi aperti succede qualsiasi cosa. L’azione - ovviamente - si svolge all’aperto, ci si innamora per strada, si socializza per strada, si mangia per strada e si balla per strada. È un aspetto impossibile da non notare, e se avete guardato la saga durante il lockdown o nei periodi delle varie, recenti restrizioni è una caratteristica che balza ancora di più all’occhio. Il senso di libertà è ovunque ed è contagioso. Sono liberi i destini e i percorsi dei personaggi: Paul Walker è libero di lasciarsi alle spalle il lavoro da agente sotto copertura per ammiccare al mondo delle corse clandestine, dall’altra parte Vin Diesel e soci sono liberi di abbandonare il mondo delle corse clandestine per mettersi - a modo loro - al servizio del potere governativo.
Scendendo nei dettagli, anche la scelta della birra ha quel sapore: fin dal primo film il feticcio è la Corona, ovvero la birra messicana adatta alle giornate in spiaggia, da prendere direttamente dai cestelli pieni di ghiaccio appoggiati sulla sabbia. Sostituite la Corona con una birra doppio malto tipica di qualche ombroso pub irlandese e avrete un effetto completamente diverso. E invece Fast and Furious non si lascia sfuggire l’occasione di comunicare libertà nemmeno con una semplice birra inquadrata per pochi secondi alla volta, ma che fa da “ritornello” tanto nel primo film quanto in Fast & Furious 9, attualmente al cinema.
E chi non vorrebbe avere un fuoco sacro che fa sentire sempre vivi anche quando la gioventù anagrafica diventa un ricordo? Vivere un quarto di miglio alla volta tiene quanto più possibile alla larga la fase decadente della vita. Forever young.
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Libertà di sovrapporre le emozioni reali a quelle della finzione cinematografica. Lo struggente finale di Fast and Furious 7 basta e avanza per riconoscere e celebrare l’anima di questo franchise. Come se non bastasse, dalla riapertura dei cinema a oggi vi sarà sicuramente capitato di vedere il trailer metacinematografico durante il quale Vin Diesel si rivolge direttamente al pubblico in sala per incoraggiare il ritorno nei cinema per godersi appieno l’esperienza cinematografica.
Vi ricordate tanti altri finali così emotivamente forti e simbolici? E vi ricordate tanti altri trailer così atipici e che vi guardano dritti negli occhi? Normalmente i trailer usano legittimi trucchi per stuzzicare e intrigare lo spettatore. Qui nessun trucco: Vin Diesel parla senza fronzoli dei ricordi pre-pandemia che ci accomunano tutti e fa leva su quelli per convincerci ad andare a vedere il suo film.
